Come trovare lavoro all’estero

Negli ultimi dieci anni in Italia si è assistito all’aumento esponenziale del numero di persone che decidono di emigrare all’estero in cerca di un’occupazione e questo riguarda soprattutto la categoria più giovane, quella che va dai 18 ai 30 anni.

Tra le principali cause di questo fenomeno troviamo sicuramente il precariato e i bassi salari che vengono offerti, mentre all’estero gli stipendi sono molto più alti, inoltre la mancanza di strutture di ricerca avanzate ha portato ad una grossa “fuga di cervelli”.

Consigli per la ricerca del lavoro

Quando si decide di cercare un lavoro all’estero la prima cosa da fare è la pianificazione, partendo da un’analisi di quelle che sono le nostre capacità e andare quindi a cercare un lavoro in quella categoria o comprendere quanto siamo flessibili ad imparare un nuovo mestiere.

Dopo aver fatto una prima analisi è importante fare una lista dei posti dove vorremmo andare e cercare di conoscere più cose possibili sui luoghi dove vogliamo trasferirci. Cnn l’aiuto di internet ci si può iscrivere ad un’agenzia di lavoro del posto e iniziare a vedere se ci sono dei lavori adatti alle nostre caratteristiche o in alternativa dei corsi che vogliamo seguire per specializzarci.

Quando si decide di andare all’estero dobbiamo affrontare anche il problema della lingua e quindi è sempre consigliabile prepararsi un minimo prima di partire, magari facendo dei corsi di tedesco a Roma, se la nostra meta è la Germania o di inglese.

Una conoscenza linguistica di base è molto importante, ma questa va poi perfezionata sul posto, infatti questa va bene per i lavori più semplici, ma se poi si vogliono avere professioni diverse e più specializzate è fondamentale conoscere bene la lingua.

Un altro fattore molto importante che viene spesso trascurato da chi decide di trasferirsi all’estero per lavoro è quello che riguarda la conoscenza della cultura lavorativa del paese che ci ospita, infatti ogni nazione si differenzia per il modo di vedere il lavoro, solitamente cambiano cose come la pausa pranzo o l’orario di lavoro.

La cosa basilare quando si decide di trasferirsi all’estero per lavoro è quello di sapersi adattare alle situazioni che si vanno a presentare, sia che queste riguardino una posizione lavorativa non ottimale o una casa che non ci piace.

Se si sceglie di andare a lavorare all’estero è importante tenere duro e allontanare la nostalgia soprattutto per i primi mesi, che sono sempre i più duri.

Mountain Bike, storia di una bicicletta di successo

Al giorno d’oggi, se ne vedono diverse percorrere strade o tracciati di montagna, ma le mountain bike (termine ridotto spesso in Mtb), in realtà, hanno una storia relativamente recente e solo negli ultimi decenni si sono diffuse notevolmente. Gli sportivi appassionati, in sella alle loro biciclette con tanto di abbigliamento e scarpe mtb specifiche, tuttavia non conoscono spesso la storia del mezzo su cui seggono.

Una storia davvero affascinante e proveniente dagli Stati Uniti, che coinvolge alcuni appassionati di gare su bicicletta, ma davvero ingegnosi. Un gruppo di uomini che, modificando semplicemente un vecchio telaio ciclistico, inventarono un nuovo genere di mezzo e, di conseguenza, una nuova specialità del ciclismo. Il successo di questa invenzione si può verificare quotidianamente, in Italia e nel resto del mondo, vedendo ragazzi e adulti sfrecciare in sella a queste biciclette.

Come nacque la mountain bike

Intorno alla metà degli anni ’70, in California, Gary Fischer pensò di modificare una vecchia Schwinn Excelsior, una bicicletta davvero pesante e robusta, utilizzata solitamente per trasportare varie merci. Ne modificò il telaio, togliendo parafanghi, rinforzando i freni e aggiungendovi un cambio. In seguito, questa nuova bicicletta venne ulteriormente affinata, migliorata e resa più leggera, grazie alle idee e brillanti soluzioni adottate da Tom Ritchey, Joe Breeze e Charles Kelly.

Questo nuovo mezzo, realizzato per escursioni fuoristrada e, in particolare, per effettuare discese lungo ripidi sentieri di montagna, venne subito messo alla prova. Infatti, nel 1976, venne allestita la prima gara ufficiale per mountain bike (chiamate allora ATB, All Terrain Bike), la Repack, che si svolse in discesa, con partenza in prossimità della cima del monte Tamalpais (California) e arrivo a valle. Nel corso degli anni, ebbe inizio la produzione di serie e le mountain bike si diffusero nel resto del Paese.

Le mountain bike in Italia

Nel nostro Paese, i primi modelli provenienti dagli USA sbarcarono grazie a degli appassionati italiani e si dovette attendere il 1985 per vedere il primo esemplare realizzato da una fabbrica lombarda. Inizialmente gli venne dato il nome di “Rampichino” e fu prodotta in serie. Due anni dopo, si tenne a Madonna di Campiglio il primo raduno di mountain bike in Italia e la prima gara ufficiale per questo nuovo mezzo.

L’evoluzione odierna

Nel corso del tempo, questa bicicletta da fuoristrada ha visto un successo straordinario in tutto il mondo ed un’evoluzione sia nei materiali utilizzati che nelle forme geometriche. Si è dato spazio infatti a metalli più leggeri ma maggiormente resistenti, forcelle più ammortizzate, freni a disco e naturalmente diversi accessori specifici, dai caschi alle scarpe. Inoltre, si sono organizzate diverse tipologie di gare e creati altri modelli di mountain bike, che oggi si possono ammirare anche alle Olimpiadi.

Coffee store online: per risparmiare senza dover rinunciare alla qualità

Il caffè è la bevanda calda italiana per eccellenza, una bevanda che per la maggior parte degli italiani è irrinunciabile. Tutti amano bere una buona tazza di caffè caldo al mattino appena svegli, così da poter ottenere la sferzata di energia necessaria per poter iniziare al meglio la giornata, ma gli italiani non disdegnano una tazza di caffè neanche a metà mattina e soprattutto dopo pranzo.

Sì, perché il caffè dopo un buon pasto è proprio quello che ci vuole, per attivare la digestione, per pulire il palato, per poter gustare un buon dolcetto in modo davvero impeccabile e per ottenere un’altra dose di energia, sicuramente necessaria per affrontare al meglio anche il pomeriggio. E a molte persone, ammettiamolo, il caffè piace anche a metà pomeriggio, magari per accompagnare una leggera merenda, oppure dopo cena, per concludere al meglio la giornata. Il caffè insomma per la maggior parte degli italiani è una bevanda che li accompagna per tutto il giorno, dal mattino sino alla sera, quasi un’amica speciale della cui compagnia non si può in alcun modo fare a meno.

Il caffè al bar è un vero e proprio rito, dobbiamo ammetterlo. Perché andare al bar a bere il caffè non significa solo gustare un’ottima bevanda calda, ma anche socializzare, incontrarsi con il barista di fiducia e fare due chiacchiere, con lui così come con gli altri clienti abituali. Ma nonostante questo, tutti vogliono poter bere un eccellente caffè, buono e carico di equilibrio proprio come quello del bar, anche tra le quattro mura di casa. In questo modo infatti si ha la possibilità di rilassarsi durante il proprio tempo libero, da soli ma anche in compagnia della propria famiglia, dei parenti, degli amici. In questo modo si rende il caffè davvero parte integrante della propria routine quotidiana, anche quando andare al bar è impossibile o quando non si ha alcuna voglia di alzarsi dal proprio divano.

Per riuscire nell’impresa di poter dare vita anche a casa propria ad un eccellente caffè, è importante scegliere una macchina per il caffè di alta qualità e cialde che siano capaci di soddisfare appieno il proprio gusto personale. Molte persone hanno paura che la macchina del caffè e soprattutto le cialde necessarie possono avere prezzi davvero esorbitanti. Possiamo assicurarvi però che non è affatto così e che basta scegliere un coffee store online per riuscire a risparmiare in modo davvero intenso.

Vi consigliamo, ad esempio, di collegarvi al sito internet di Italian Coffee dove troverete le macchine per il caffè delle migliori marche oggi disponibili sul mercato, Illy, Nespresso, Bialetti, Lavazza, solo per fare alcuni dei nomi più conosciuti. Sia le macchine che le cialde sono disponibili in ogni possibile versione, così che scegliere sarà per voi davvero molto semplice, e i prezzi sono concorrenziali, in modo da permettervi di risparmiare molti soldi senza per questo dover rinunciare in alcun modo all’alta qualità.

E il bello è che non dovrete muovervi da casa per fare i vostri acquisti. Vi basterà sedervi dietro al computer oppure addirittura utilizzare il tablet e lo smartphone e in pochi semplici click riuscirete ad effettuare il vostro ordine e a pagare in tutta sicurezza. Nel giro di pochissimo tempo i vostri acquisti verranno recapitati presso il vostro domicilio e potrete subito gustare un eccellente caffè.

Brand Awareness e la piramide di Aaker

Affinché un’azienda possa affermarsi con i propri prodotti o servizi sul mercato nazionale ed estero deve attuare diverse strategie di marketing, utilizzando vari mezzi, tra cui anche il web. Negli ultimi anni il cosiddetto web marketing sta acquisendo sempre più importanza strategica, il che ha portato, tra l’altro, alla nascita di diverse aziende, come ElaMedia Group, che offrono consulenza web marketing a molte imprese, dalle piccole alle grandi.

Uno dei tanti aspetti importanti di questo genere di marketing è quello del marchio aziendale, della diffusione della sua notorietà, della sua riconoscibilità e del suo valore in termini di affidabilità, qualità e prestigio, che si riesce a trasmettere alle persone. Si parla, a questo proposito, della cosiddetta “Brand Awareness“. Questa, nel corso del tempo, è divenuta un importante obiettivo da raggiungere per il successo di una società, tuttavia il livello acquisito può essere misurato in maniera semplice ed efficace grazie alla cosiddetta “Piramide di Aaker“.

Andiamo ad approfondire cosa sia nello specifico la Brand Awareness e come il livello di questa possa essere misurato appunto con la piramide di Aaker, dal nome dell’economista che l’ha ideata.

Brand Awareness

Definita anche come “notorietà della marca“, non è altro che il livello di popolarità e riconoscibilità di un marchio aziendale tra le persone. Maggiori sono queste e maggiore è il successo di un’azienda e, di riflesso, dei suoi prodotti o servizi offerti. Esistono tuttavia vari livelli di Brand Awareness e alcune strategie di web marketing sono dirette proprio alla crescita o al consolidamento di questa notorietà.

La piramide di Aaker

Tale grafico è suddiviso in quattro livelli, con quello superiore che rappresenta l’obiettivo aziendale finale: i consumatori, quando pensano ad un prodotto o servizio, associano questi ad una società e di conseguenza tendono a cercarli in caso di necessità. Comunque, vediamo singolarmente come sono composti e cosa rappresentano questi stadi, da quello più basso a quello più alto:

– Livello 1, equivale all’assenza di conoscenza del marchio e dell’azienda ad essa collegata. Le persone e quindi gli eventuali clienti non sanno della sua presenza sul mercato e quindi non conoscono i suoi prodotti o servizi.

– Livello 2, rappresenta una conoscenza superficiale del marchio e dell’azienda. Si è usciti dall’anonimato più assoluto, tuttavia i prodotti di quel brand sono ancora conosciuti in maniera limitata e non sono molto ricercati;

– Livello 3, equivalente ad una conoscenza forte del marchio. In questo caso, le persone tendono a pensare anche ai suoi prodotti, nell’eventualità di una ricerca in un determinato ambito settoriale. Il brand è noto, ma ancora non celebre;

– Livello 4, definito anche come “top of mind”, significa che un marchio viene subito alla mente quando si è alla ricerca di determinati prodotti o servizi e, di conseguenza, la società è associata

Obblighi di legge per i datori di lavoro dei dipendenti che lavorano al Pc

Lavorare al pc in una azienda, per parecchie ore consecutive, comporta rischi che possono recare danni alla salute e alla sicurezza del dipendente. I datori di lavoro, devono rispettare gli obblighi di legge in base all’art. 54 del d.lgs. 626/94 le cui norme si applicano ai compiti del lavoratore che è addetto all’uso di attrezzature munite di videoterminali.

Per maggiori informazioni potete rivolgervi ad aziende private che si occupano di sicurezza sul lavoro a Roma che offrono servizi sulla sicurezza, come la US GROUP.

Art. 54 del d.lgs. 626/94

 

Tocca al datore di lavoro, in base all’art.4 comma 1, valutare i rischi ai quali vanno incontro i suoi dipendenti:

  • Per la vista e per gli occhi;
  • Per i problemi che riguardano la postura e l’affaticamento fisico e mentale;
  • Per le condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.
  • Il datore di lavoro deve adottare le misure per evitare questi rischi.

Tocca sempre al datore di lavoro assegnare le mansioni e i compiti lavorativi, ai dipendenti che sono addetti ad usare i Computer e distribuire il lavoro evitando che sia ripetitivo e continuativo, concedendo al dipendente una interruzione del lavoro davanti al Pc.

Pausa di 15 minuti ogni 2 ore

 

L’articolo di legge recita che se il dipendente svolge l’attività lavorativa per almeno 4 ore consecutive, il datore di lavoro, ha l’obbligo secondo le norme stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale, di concedergli pause, oppure assegnargli altre mansioni. Il dipendente in ogni caso, anche in assenza della disposizione contrattuale, per diritto deve fare una pausa,  (che è parte integrante dell’orario di lavoro) di 15 minuti ogni 2 ore di presenza continuativa davanti al Computer.

Nell’articolo di legge, si evidenzia che:

I dipendenti prima di essere assegnati al lavoro ai terminali devono essere sottoposti a visita medica che escluda presenza di malformazioni strutturali e ad una visita oculistica. In base all’esito delle visite mediche tali dipendenti, saranno ritenuti:

  • idonei, con o senza prescrizioni;
  • non idonei;

 

In ogni caso i dipendenti saranno sottoposti ad una sorveglianza sanitaria e a visite di controllo periodiche che saranno stabilite dal medico competente. Biennale per coloro che sono stati ritenuti idonei, e per colore che hanno superato i 50 anni e ogni 5 anni per tutti gli altri.

Il dipendente se lo richiede, può svolgere un controllo oftalmologico, se si accorge di avere dei problemi, confermati dal medico competente, alla vista.

È compito a sue spese del datore di lavoro, di fornire ai dipendenti i dispositivi speciali per la correzione visiva, resa necessaria a causa dell’attività svolta davanti ai terminali, se i risultati delle visite mediche specialistiche lo confermino e qualora non si rende possibile usare normali dispositivi di correzione.

Come preparare lo zaino per un’escursione in MTB

Le uscite in montagna in bici richiedono tempo nella preparazione e nell’esecuzione, di solito si resta fuori casa tutto il giorno e in alcuni casi si decide di soggiornare fuori o accamparsi sotto le stelle per proseguire il sentiero il giorno dopo. In questi casi, è necessario attrezzarsi con il giusto abbigliamento da mountain bike e, soprattutto, sapere cosa mettere nello zaino per affrontare qualsiasi situazione e imprevisto, da quelli meccanici del mezzo a quelli atmosferici, al cibo, al kit di pronto soccorso.

Come si organizza lo zaino per un’escursione in MTB

Organizzare bene il proprio zaino prima di partire per una gita in montagna con la MTB significa darsi la possibilità di godere dell’uscita con la consapevolezza di poter affrontare anche i piccoli inconvenienti di percorso, dal temporale al guasto meccanico. La cosa più importante da cui cominciare è proprio lo zaino, la cui robustezza e capienza devono essere ben valutati. In commercio se ne trovano di tutti i tipi e caratteristiche, ma la cosa più importante da considerare è che.

  • abbia le bretelle imbottite per ammortizzare il peso a pieno carico (circa 6-7 kg) sulle spalle e per molte ore del giorno;
  • abbia la possibilità di essere allacciato anche in vita per distribuire meglio il carico sulle spalle;
  • sia comodo e capiente, né troppo piccolo è troppo grande (una capienza discreta è compresa tra 16 e 20 litri);
  • abbia la protezione per la schiena.

Dopo aver scelto, lo zaino giusto per sé occorre sapere cosa metterci dentro. Ciò che non può mancare è:

  • il cibo;
  • l’attrezzatura tecnica e di manutenzione;
  • kit emergenza e pronto soccorso.

Cosa mettere nello zaino per un’escursione in MTB

I viveri sono la prima cosa che viene in mente nel riempire uno zaino prima di un’escursione, ma la tipologia e la quantità dipendono dal percorso scelto e dal periodo dell’anno in cui si sceglie di fare l’uscita. L’acqua – almeno 1 litro – non deve mai mancare, il pranzo a sacco deve essere sufficiente per soddisfare e compensare la fatica e in base alla propria fisicità, qualche snack, barretta o gel energetico per compensare eventuali cali di energia. Acqua e snack devono essere posti a portata di mano, mentre il pranzo può essere collocato anche a metà fondo.

Per quanto riguarda l’attrezzatura tecnica, si intende:

  • l’abbigliamento MTB adeguato: maglia tecnica di ricambio, giacca antivento e antipioggia traspiranti, copertura antipioggia per lo zaino;
  • dispositivo GPS e cartina topografica (sempre utile in caso di perdita del segnale o batterie scariche, quindi batterie di ricarica;

Per la manutenzione della bici è bene portarsi dietro:

  • un caccia gomme;
  • due camere d’aria con kit di riparazione (pezzi di vecchie camere d’aria per forature, false maglie per la catena, pastiglie per i freni);
  • pompa per il gonfiamento delle camere d’aria;
  • una cassetta multitool (con chiavi a cricchetto, smaglia-catena, tira-raggi, brugole da 6, 8 e 10, pinza, nastro isolante);
  • pompa per sospensioni.

Ci si augura sempre di ritornare illesi e senza graffi da una gita, ma gli inconvenienti e i piccoli incidenti possono capitare e, quindi, nello zaino è sempre utile portarsi dietro un kit efficiente per le emergenze e il pronto soccorso che comprendano:

  • cellulare (che sia carico e abbia credito);
  • documenti di riconoscimento e un foglio in cui si riporta il proprio gruppo sanguigno e se si soffre di una patologia o allergia particolare;
  • kit di primo soccorso (quelli da viaggio che si trovano in commercio sono completi e ve ne sono alcuni specifici per gli incidenti in MTB);
  • fazzoletti di carta (meno ingombranti della carta igienica);
  • fischietto di segnalazione.

Al di là dell’indispensabile, ognuno è libero di personalizzare il proprio zaino anche e soprattutto in base alle diverse esigenze e abitudini di ciascuno.

Poligono: norme di sicurezza

Quando ci si reca ad un poligono a Roma bisogna sempre tenere conto di alcune basilari norme di sicurezza e adottare un comportamento in linea con le regole della struttura.

Prima di recarsi alle linee di tiro sarà necessario fare registrare i propri dati nell’apposita segreteria che rilascerà un pass che consente l’ingresso alle linee.

In ogni poligono di tiro è assolutamente vietato entrare nella sala di esercitazione con l’arma carica, la pistola non deve avere il colpo incanna ma si può lasciare il caricatore con le cartucce al suo interno. Inoltre, fuori dalle linee di tiro è vietato qualsiasi maneggio delle armi.

Regole importanti sulla linea di tiro

 

Arrivati alla linea di tiro ci sono alcune regole fondamentali da rispettare che, consentono di mantenere tutta l’aerea in sicurezza. Come prima ci si deve recare dal Direttore di tiro che registrerà l’orario di ingresso alle linee, poi, si può andare al bancone con l’arma da utilizzare completamente scarica, senza caricatore e con l’otturatore aperto. Se possedete un revolver il tamburo deve essere vuoto e posto lateralmente.

In qualsiasi arma voi intendiate usare non è possibile caricare più di cinque colpi alla volta. SE la vostra pistola dovesse incepparsi, sarà necessario rivolgersi al Direttore di Tiro che, provvederà alla sistemazione dell’arma. In questo caso, la pistola non deve essere condotta fuori dalla linea, né tantomeno puntata in direzione diversa dai bersagli.

Bisogna fare attenzioni a potenziali colpi di tipo accidentale che possono verificarsi se ci si dimentica di condurre nella struttura un’arma scarica, se l’arma viene puntata erroneamente in direzioni diverse dai bersagli, se l’arma viene maneggiata con leggerezza, infatti, la sicurezza nel maneggiare la pistola si acquisisce solo con la conoscenza dell’arma utilizzata. In ogni caso il colpo accidentale è sempre causata dall’inosservanza delle norme di sicurezza stabilite dall’Unione Italiana Tiro a Segno.

Nei poligoni, non si possono utilizzare munizioni diverse da quelle previste dalla linea sulla quale è stato effettuato l’accesso.

Naturalmente sulla linea di tiro, come nella maggior parte delle aree del poligono, è vietato fumare ed è obbligatorio mantenere un atteggiamento decoroso e civile.

Alla fine dell’esercitazione

 

Quando avrete finito la vostra esercitazione, tutti i bersagli usati e le scatole vuote che contenevano le munizioni devono essere buttate negli appositi contenitori.

Infine, prima di andare vie, bisogna comunicare al Direttore di Tiro l’ora di termine della seduta che fornirà tutte le indicazioni del caso, se necessarie.

Cos’è il tempio crematorio di Torino

La cremazione è una scelta che compete ai familiari del defunto qualora in vita abbia espresso questa volontà oppure si sia iscritto a una So.Crem (società per le cremazioni) o scritto un testamento olografo in cui esprime la volontà alla cremazione. In ogni caso, la pratica crematoria è sempre più comune, sebbene i cimiteri, invece, abbiano ancora pochi spazi da dedicare all’area deputata come “Luogo del Ricordo”, come per esempio l’area adibita presso il cimitero di Prima Porta per chi opta per la cremazione a Roma. Un esempio, invece, esemplare è il Tempio Crematorio di Torino.

Il Tempio crematorio di Torino

All’interno del cimitero Monumentale di Torino, all’ingresso del Tempio Crematorio (in Corso Novara 147/b) è stato allestito un Luogo del Ricordo, si tratta di un’area verde con tre fontane che sgorgano su giardini rocciosi costruiti con pietre di Luserna. Le ceneri vengono sparse sulle pietre e la cascata di acqua ne facilita la dispersione nel terreno sottostante.

All’ingresso del Tempio Crematorio di Torino campeggia la seguente epigrafe: «quo citius rursum natura perempta resolvat da tua purganti membra cremanda rogo» (Lascia che un rogo purificatore porti a compimento la cremazione del tuo corpo, permettendo così alla natura di completare più rapidamente il suo corso).

Il Tempio ospita un cinerario comune per la conservazione perpetua delle ceneri, qualora non si opti per la dispersione. Sia il conferimento delle ceneri che la dispersione presso il Tempio Crematorio di Torino è curata dalla Società per la Cremazione di Torino.

Un elemento innovativo del Tempio Crematorio è costituito da un totem interattivo con il quale il visitatore può consultare le notizie relative alla memoria dei defunti le cui ceneri sono custodite presso questo Luogo del Ricordo e sapere se sono state disperse in natura, custodite nel cinerario o affidate ai familiari per la custodia presso l’abitazione (ma quest’ultimo caso deve essere eccezionale e molto raro in Italia).

Il Tempio crematorio piemontese di Piscina

Nel comune di Piscina, a 25 km da Torino, si trova un “polo di eccellenza”: è il Tempio Crematorio Piemontese, il primo in Italia, interamente dedicato alla cremazione allestito con i più innovativi forni crematori nel rispetto dell’ambiente, con celle frigorifere per integrare la capacità ricettiva del’impianto e con aree di accoglienza per i familiari specificamente pensate per alleviare il dolore e personalizzare la cerimonia di commiato.

Nel rispetto del lutto e della separazione dai propri cari gli spazi dedicati ai familiari sono particolarmente accoglienti e personalizzabili per l’estremo saluto, concepiti per rasserenare l’animo e con uno staff pronto ad assecondare le esigenze delle famiglie. Vi sono, poi, le salette del ricordo utilizzate per la consegna delle ceneri e per i momenti di attesa (su richiesta preventiva dei familiari, è possibile assistere all’inserimento della salma all’interno del forno attraverso un monitor).

Giardini design: stile, eleganza e funzionalità

Anche il verde può essere modulato per far sì che sia in grado di rispecchiare al meglio il gusto moderno, quel gusto che fa del minimalismo il suo punto di forza, quel gusto che punta il tutto per tutto sulle linee geometriche e pulite.

Immaginate, ad esempio, i classici cespugli che lo stile più classico ha sempre lasciato un po’ incolti e selvaggi o che sono stati per anni curati in modo tale da trasformarli in vere e proprie opere d’arte con forme speciali come quelle degli animali. Questi cespugli possono essere modulati in figure geometriche davvero molto pulite e precise in modo da poter creare un mood minimal anche nei vostri spazi outdoor.

E lo stesso vale ovviamente anche per le aiuole fiorite che possono essere realizzate in modo tale che dall’alto i loro colori appaiano come quelli di un quadro d’arte contemporanea, dove varie figure geometriche di colori diversi si incontrano e si scontrano tra loro. Ovviamente i fiori saranno tutti della stessa lunghezza e non ci sarà spazio per l’irrazionalità, in modo che le aiuole siano ordinate e impeccabili.

Gli alberi poi possono essere posizionati anch’essi in modo da non creare caos, raggruppati ordinatamente in una piccola zona del giardino e posizionati tutti alla stessa identica distanza dagli altri. O, in alternativa, è possibile optare per un solo grande albero, un solitario capace di emanare bellezza e maestosità, che sovrasta dall’altro ogni altro elemento presente nell’ambiente.

Il tutto può essere completato da una bella piscina moderna, da coperture in stile contemporaneo, da pavimentazioni di grande design e da mobili essenziali e funzionali, quella funzionalità che è bene portare in un giardino di questa tipologia in modo che possa soddisfare ogni esigenza, dall’esigenza di pranzare fuori con gli amici e i parenti a quella di fare un bel tuffo in piscina o prendere il sole per tutto il pomeriggio, dall’esigenza di restare in giardino anche la sera quando ormai le luci del sole sono calate a quella di poter lavorare o studiare all’aperto in qualsiasi momento della giornata desideriate.

Stile, eleganza, funzionalità sono tre elementi difficili da far scendere in campo, soprattutto se devono essere tutti presenti allo stesso tempo e in armonia tra loro. Proprio per questo motivo c’è bisogno di veri esperti di giardini design, esperti cioè nella progettazione del giardino partendo dalle sue specifiche caratteristiche e dai suoi specifici problemi nonché dal vostro gusto personale, un gusto che è unico al mondo e che merita il massimo rispetto possibile. Gli specialisti del verde sanno come ascoltare le vostre esigenze e la vostra personalità e sanno come garantire delle soluzioni capaci di offrirvi il giardino dei vostri sogni, un giardino che deve essere chiavi in mano, consegnato già pronto insomma per essere vissuto.

Tra le molte realtà che vi permettono di ottenere tutto questo, vi ricordiamo Atelier Dimensione Verde. Sia che abitiate in città, in campagna, in montagna, in una località di mare, sia che desideriate un piccolo giardino sul retro della casa o un immenso parco verdeggiante, potete stare tranquilli che questo atelier è la scelta ideale e che saprà soddisfare le vostre esigenze, persino quelle più stravaganti. La creatività si fonda con le tradizioni italiane più antiche e con la ricerca di soluzioni sempre nuove, così da garantirvi dei lavori di alto design semplicemente impeccabili.

Preparazione al colloquio di lavoro: 3 consigli per evitare l’agitazione

Provare agitazione durante un colloquio di lavoro è normale, ma è molto importante riuscire a tenerla a bada quanto più possibile per fare davvero una buona impressione sul proprio selezionatore.

Ecco 3 consigli che potrebbero davvero esservi molto utili per riuscire in questa impresa:

  1. L’agitazione solitamente nasce perché si entra nella stanza dove avrà luogo il colloquio di lavoro senza avere la benché minima idea di quello che accadrà e delle domande che verranno poste. Ora, è vero che un certo grado di imprevedibilità ad un colloquio di lavoro è sempre presente, ma è vero anche che ci sono alcune tipologie di domande che si ripetono di continuo. Domande di questa tipologia devono assolutamente essere prese in  considerazione quindi prima di andare al colloquio di lavoro ed è importante cercare di allenarsi a dare delle risposte che siano ferme, cariche di determinazione, chiare e puntuali. Potete ovviamente allenarvi in modo autonomo, magari andando alla ricerca online delle domande più diffuse, ma a nostro avviso la cosa migliore da fare è affidarsi invece a dei professionisti del settore, come quelli della start up JoJump dedicata proprio alla preparazione al colloquio di lavoro. Gli esperti infatti sanno indicarvi quali sono le domande più diffuse, sia quelle generiche che quelle specifiche al settore lavorativo per il quale state chiedendo un impiego, ma sanno anche darvi consigli sul modo migliore per rispondere, aiutandovi ad eliminare tutti gli errori che commette, sia verbali che fisici. Alle volte infatti baste togliere quel tic nervoso che vi costringe a vostra insaputa a tamburellare sulla scrivania dell’esaminatore per riuscire a fare una buona impressione!
  2. L’allenamento da solo non basta. Dovete necessariamente anche informarvi sull’azienda per la quale state andando a fare un colloquio. Dovete cercare di scoprire la sua storia, quali siano quindi le sue origini e quale sia stato il progresso e la crescita che è riuscita a mettere in atto nel corso degli anni, ma anche quale sia la filosofia aziendale, tutti gli obiettivi che si prefigge di raggiungere, l’eventuale attenzione nei confronti dell’ambiente e l’eventuale filantropia che porta avanti. Tutto ciò che concerne quell’azienda, anche da lontano, deve essere di vostra piena conoscenza. Conoscere l’azienda è sicuramente un modo eccellente per sentirvi preparati e anche per riuscire a rispondere senza indugio a domande che altrimenti potrebbero risultare per voi un po’ insidiose. Così eliminare l’agitazione risulterà per voi davvero molto semplice e apparirete come motivati e interessati ad ottenere quel posto di lavoro.
  3. Curare il proprio aspetto. Anche se sembra di poco conto, avere un aspetto impeccabile è invece davvero molto importante. Prima di tutto dovete avere un viso riposato: cercate quindi di dormire almeno 8 ore consecutive prima del vostro colloquio. Altrimenti il selezionatore penserà che l’unica cosa che vi interessa veramente è fare baldoria e non iniziare una carriera di grande successo. Anche fare un po’ di attività fisica potrebbe essere la scelta giusta. Basta una mezz’ora di jogging infatti per allentare la tensione e per farvi apparire tranquilli e determinati. Cercate anche di curare l’abbigliamento.

Siamo più che sicuri che seguendo questi 3 semplici consigli, riuscirete ad evitare che l’agitazione si impossessi di voi in vista di un importante colloquio di lavoro!

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