Studio dentistico: i pazienti oggi cercano rapporti umani e massima disponibilità

Un tempo i pazienti volevano poter fare affidamento su uno studio dentistico di alta qualità, dove fosse possibile accedere ad ogni genere di diagnosi, di intervento e di trattamento ottenendo i migliori risultati. Ancora oggi coloro che vanno alla ricerca di un dentista, vogliono poter ottenere tutto questo, ma è anche vero che da quando il settore è diventato sempre più concorrenziale, si è assistito ad un livellamento della qualità. Ogni studio dentistico è oggi insomma di elevato livello, e spesso è anche possibile evitare di spendere un’esagerazione.

Se alto livello e prezzi adeguati sono ormai facili da scovare, quali sono allora le caratteristiche che i pazienti ricercano in uno studio e su cui si basano per sceglierne uno piuttosto che un altro? A quanto pare i pazienti di oggi cercano rapporti umani e massima disponibilità possibile.

I pazienti vogliono rapporti umani, gentilezza ed empatia, perché in questo modo possono sentirsi non dei meri pazienti ma delle persone, riuscendo così a tranquillizzarsi e ad evitare di avere paura anche nel caso di interventi piuttosto lunghi ed invasivi. In uno studio medico dove i rapporti umani vengono coltivati al meglio, è inoltre possibile portare anche i bambini o le persone disabili, che altrimenti forse si sentirebbero troppo spaventate, confuse e del tutto fuori luogo.

Se i rapporti umani funzionano, bambini e disabili possono invece sentirsi del tutto a loro agio e sottoporsi a visite ed interventi senza difficoltà. I pazienti vogliono inoltre la massima disponibilità possibile, così da poter chiamare in caso di dubbi o di ricerca di informazioni e avere sempre un referente professionale e competente. Non solo, la massima disponibilità vuole dire anche poter ottenere un posto in modo semplice e veloce in caso di urgenze, con la possibilità in alcuni casi addirittura di venire visitati anche senza prenotazione.

Ci sentiamo in dovere infine di ricordare che uno studio medico che offre la massima disponibilità, è un luogo in cui ci si reca con piacere anche nei periodi più delicati della propria vita. Prendiamo, giusto per fare un esempio, una donna in dolce attesa. Ha bisogno di un ambiente dove si senta bene accolta, protetta, dove sia possibile mantenere la propria igiene orale, ma anche capire come riuscire a prendersi cura dell’igiene orale del suo bambino una volta che sarà nato.

Ci sono alcuni studi che consentono tutto questo, come ad esempio lo studio dentistico Auteri Doglio di Torino. Qui la donna viene seguita in ogni fase della gravidanza infatti, con visite di controllo programmate e sedute di igiene orale, con sedute di educazione alimentare per aiutare il bambino a non incorrere mai nella carriera, con sedute di agopuntura in caso di dolore intenso, con addirittura la possibilità di ottenere delle cure direttamente presso il proprio domicilio se la donna è stata messa a riposo dal proprio ginecologo.

Come potete vedere rapporti umani e massima disponibilità consentono di superare la paura del dentista, di sottoporsi in ogni momento della vita in modo piacevole ad ogni trattamento e intervento, di vivere il dentista senza stress alcuno, tutti elementi che fanno la differenza per i pazienti e che uno studio dentistico deve quindi assolutamente offrire.

Teatro alla Scala: la nuova gestione del bar ristorante milanese, con possibilità di cenare fino alle 2 di notte

É cambiata la gestione del bar ristorante del Teatro alla Scala di Milano. Quello che un tempo era Il Marchesino, che aveva aperto i battenti nel 2008 con a capo niente meno che Gualtiero Marchesi, è diventato Ristorante Teatro alla Scala – Il Foyer. Con questa nuova gestione ci sono importanti novità.

A cambiare è stato prima di tutto l’aspetto del locale, che è stato infatti completamente ristrutturato. L’architetto che ha condotto i lavori è Michael Vincent Uy, di origini filippine, che ha deciso di trarre ispirazione dal teatro stesso, inserendo quindi nel bar ristorante poltrone rosse e molte luci. Il nuovo aspetto rende quindi pieno omaggio al Teatro alla Scala e a tutta Milano. Di sicuro ai milanesi doc piacerà davvero tanto!

Cambia poi lo chef. Dietro ai fornelli troviamo infatti Anatolij Franzese, che ha alle spalle una lunga esperienza nel settore della ristorazione e che vanta collaborazioni molto prestigiose, tra cui Gualtiero Marchesi stesso, Antonio Mellino e Giorgio Locatelli. Lo chef Anatolij Franzese ha deciso di offrire ai suoi clienti le migliori ricette della tradizione enogastronomica italiana, tra cui anche molte delle ricette del suo Maestro Gualtiero Marchesi ovviamente, rivisitate però in chiave moderna e secondo il suo modo di cucinare e la sua personalità. Semplicità ed eleganza la fanno da padroni nei piatti dello chef Anatolij Franzese, per un’esperienza culinaria che è semplicemente incantevole.

Ma quali sono i piatti che è possibile assaporare presso questo bar ristorante? Tra le proposte, dobbiamo sicuramente ricordare i crostini con gamberi rossi di Mazara e pesto, le acciughe del Cantabrico e burro al limone di Amalfi, la caprese di bufala di Cardito, la tartare di tonno, avocado e uova di lompo, il piatto iconico di Maltesi riso, oro e zafferano, la rana pescatrice con le vongole e i friarielli, la tartara di fassona piemontese. E i dessert? Chi deciderà di mangiare al nuovo bar ristorante del teatro avrà modo di assaporare le creazioni di Matias Ortiz, pasticcere italo-argentino.

Ma ancora non è tutto, la vera novità sono gli orari del bar ristorante. Con la nuova gestione infatti il bar ristorante resterà aperto sino alle 2 di notte, così che sia possibile finalmente avere modo di gustare una cena dopo lo spettacolo teatrale, senza alcun fretta, soffermandosi in questi meravigliosi spazi quanto più possibile. Non volete attendere il post spettacolo per poter mangiare qualcosa di delizioso? Allora arrivate al nuovo bar ristorante prima dell’inizio dello spettacolo, dove troverete infatti un rinfresco semplicemente incredibile, a disposizione in realtà anche direttamente durante l’intervallo.

Non solo cena, il bar ristorante è senza alcun dubbio un locale versatile, che può essere scelto per molti altri momento della giornata. La caffetteria è perfetta per la prima colazione, soprattutto perché sono proprio le creazioni di Matias Ortiz, sia dolci che salate, ad essere disponibili. Oltre alle viennoiserie in stile parigino che è possibile trovare di prima mattina, nel corso della giornata è possibile assaporare anche molti mignon di alta pasticceria, davvero moderni oltre che carichi di gusto, perfetti anche per il tè pomeridiano e per una gustosa merenda. Il Foyer è senza dubbio ideale poi per il momento dell’aperitivo e per qualche delizioso momento dopo cena, così da poter assaporare alcuni dei cocktail del bar manager Matteo De Palma. I cocktail proposti traggono ispirazione proprio dal mondo del teatro, semplicemente unici al mondo!

Articolo a cura di MilanoCool.it

American dream

Sogni l’America? Se il tuo desiderio è visitare il grande paese americano, beh metti un po’ di soldi da parte, prenota il tuo viaggio e prepara le valigie. Ma purtroppo, non è così semplice. Che lo scopo del viaggio sia turistico, lavorativo o per qualsiasi altra ragione si debba soggiornare in America per più di novanta giorni, è necessario fare richiesta per il visto, di cui ne esistono differenti tipologie a seconda delle necessità. Se il soggiorno è pari o inferiore a novanta giorni, non c’è bisogno di munirsi di questo documento, ma è necessario invece il Visa Waiver Program, richiedibile tramite domanda dell’Electronic System for Travel Authorization. Essendo le procedure varie, si consiglia di richiedere assistenza agli esperti presso degli studi legali, come lo studio legale Castaldi, uno dei pochi che offrono questo servizio, rintracciabile all’indirizzo web www.studiolegalecarlocastaldi.com.

I diversi tipi di documenti

  • Visto d’affari (B1): nel caso in cui si debba partecipare a meeting di lavoro o convegni in America; offre la possibilità di soggiornare non più di sei mesi;
  • Visto turistico (B2): va richiesto nel caso in cui ci fosse la necessità di soggiornare in America per più di novanta giorni, ma meno di sei mesi, come turista o per cure mediche;
  • Visto per transito (C1): serve nel caso in cui fosse indispensabile attraversare gli stati Uniti per recarsi in un altro paese;
  • Visto per membri di equipaggio (D): occorre a chi è membro di un equipaggio aereo o navale;
  • Visto per commercio (E): necessario per intraprendere un’attività commerciale o di investimento;
  • Visto per studenti (F/M): dopo essere stati accettati dalla scuola/università presso cui volete seguire gli studi ed essere quindi stati iscritti allo Students and Excange Visitor Information Sistem (SEVIS), è necessario fare richiesta anche per questo tipo di visto;
  • Visto per giornalisti (I): dedicato a chi svolge attività giornalistica o di supporto dei media;
  • Visto per scambi culturali (J): dedicato a chi intende partecipare ad uno scambio culturale;
  • Visto per lavoratori temporanei (H, L, O, P, Q, R): necessari per lavorare in un periodo di tempo limitato;
  • Visto per diplomatici, funzionari o militari (A, G, NATO): necessario a coloro che debbono assumere incarichi diplomatico-ufficiali di tipo governativo o militare.

La green card

Per coloro che invece volessero andare in America e lì rimanere, è necessario richiedere la così detta Permanent Resident Card, comunemente nota come Green Card. Questo documento, rilasciato dall’USCIS (U.S. Citizenship and Immigration Services), permette a chi ne fa richiesta di poter permanere nel territorio americano per un periodo di tempo illimitato, ma solo dopo autorizzazione diretta rilasciata dalle autorità degli Stati Uniti d’America. Per poter accedere all’autorizzazione c’è bisogno di superare diversi step, tra cui: 1) Immigration Petition, ovvero l’approvazione da parte dell’USCIS a seconda del lavoro che si svolgerà o del grado di parentela che un cittadino già residente nel paese; 2) Immigrant Visa Availability, l’inserimento nella lista di attesa; 3) Immigrant Visa Adjudication, step successivo alla lista d’attesa, in cui l’USCIC esamina la richiesta. Il procedimento è molto lungo ed intricato, per questo il consiglio rimane sempre quello di rivolgersi agli esperti.

Uno su un milione

Ognuno ha una propria anima, diversa da tutte le altre. Possono esserci punti in comune, interessi, passioni, ma ognuno è diverso da chiunque altro. Se ci fate caso, l’empatia che si crea fra gruppi di amici o fidanzati non è mai totale! C’è sempre qualche aspetto dell’altra persona che non ci piace, che ci crea fastidi e che vorremmo non esistesse. Ma le passioni, gli ideali, gli interessi che ci legano sono tanti e talmente forti da poter far finta che quei piccoli aspetti sopracitati non esistano. Anche se ci sentiamo completamente in sintonia, ogni persona è un’unica nel suo genere.

I “classicisti”

Chi è dotato di un’anima classica ama poter passare il proprio tempo libero in totale relax, magari al parco a leggere su una panchina ascoltando gli uccellini cantare o magari osservando con curiosità ciò che gli succede intorno. Anche nelle scelte quotidiane, come l’arredamento di casa, coloro che hanno queste proprietà scelgono per la maggior parte infissi ed arredi in legno, che conferiscono all’intero ambiente l’eleganza tipica delle antiche dimore.

Andare al cinema è un’attività che piace molto a queste persone che vedono la cinematografia come quello che è realmente, ovvero una forma d’arte. I generi preferiti dai classicisti, se così vogliamo chiamarli, sono per lo più biopic, storie vere o film drammatici. Tutti generi, questi, che affrontano molti aspetti della vita quotidiana dal punto di vista degli ideali, sono ovvero film che cercano di lanciare un messaggio, molto spesso politico e/o sociale e non a creare quindi, storie fine a se’ stesse.

Quando si organizza un viaggio, la prima cosa da vedere è dove soggiornare e dormire e in questa scelta le immagini delle camere e degli ambienti degli hotel fanno molto. I classicisti spesso sono attirati dalle immagini di hotel storici con arredi classici, come quelle che si possono scorgere sul sito dell’Hotel Teatro Pace (hotelteatropace.com/it/), boutique hotel nel cuore di Roma.

Gli “sportivi”

Se ami andare al parco, non certo per leggere un buon libro seduto su una panchina ad ascoltare il canto degli uccelli, ma bensì per farti una bella corsetta di mattina presto prima di iniziare la giornata, allora probabilmente puoi definirti uno sportivo. Sveglia alle 6:00, centrifugato di frutta e verdura, scarpe da ginnastica ben allacciate, cuffiette nelle orecchie. Questo è il prototipo dell’inizio di una giornata tipo di uno sportivo. L’anima sportiva emerge in ogni aspetto della vita, dall’abbigliamento, all’alimentazione, alla scelta della macchina fino agli arredi di casa.

La modernità regna sovrana nell’abitazione di uno sportivo: case controllate al 100% da dispositivi tecnologici, pareti bianche e quadri di dubbia provenienza ed ispirazione appesi alle pareti, tv che si collegano allo smartwatch, che si collega allo smartphone, che si collega al tablet che al mercato mio padre comprò. Nel caso dei viaggi gli sportivi amano soluzioni meno classiche di quelle descritte prima, prevale spesso, tra le varie opzioni, il campeggio, che permette libertà di movimento, escursioni ed anche qui corsette di prima mattina. Insomma, non è detto che classicisti e sportivi non possano essere amici, la sintonia non sarà mai completa, ma la vera amicizia va oltre questi aspetti quotidiani ed è una cosa di cui tutti dobbiamo fare tesoro, evitando di giudicare il libro dalla copertina.

Cosa è la cremazione

Una pratica usata ormai in tutto il mondo, e quindi riconosciuta a livello globale, è sicuramente quella della cremazione di un cadavere riducendolo in pratica alla sua forma originaria di base ovvero gas e frammenti ossei.

Questa è una pratica molto antica e vi sono Stati e Continenti (quello asiatico in primis) dove nonostante il passare degli tale consuetudine risulta mantenuta inalterata a distanza di millenni: anticamente, infatti, si pensava che il fuoco potesse fungere da purificatore per l’anima e che il rito di cremazione riuscisse ad illuminare il passaggio dei defunti verso un altro mondo.

A differenza di quello che si possa pensare la cremazione non riduce il cadavere direttamente in genere: tramite tale processo infatti i resti sono dei frammenti ossei altamente friabili che vengono sminuzzati fino ad esser cenere solo in un secondo momento e solo in base ad usi e consuetudini della società (ovviamente tutto in base alle ultime volontà del defunto). In Italia, comunque, ormai quasi tutte le imprese funebri che svolgono questo servizio e tra queste va annoverata Cattolica San Lorenzo.

Cenni storici

Come detto il rito della cremazione affonda le proprie radici molti anni fa: il primo caso infatti risale addirittura a 17.000 anni fa tanto che alcune parti di un corpo cremato sono state ritrovate nel lago Mungo, in Australia.

Nel vecchio continente, invece, tale pratica è arrivata ‘soltanto’ durante l’epoca neolitica e come logica vuole ogni gruppo culturale aveva le proprie preferenze e i propri divieti.
Gli antichi egizi, per esempio, vietavano rigorosamente la cremazione mentre i babilonesi gli preferivano l’imbalsamazione. I persiani, infine, si accodarono al pensiero egizio poiché l’incinerazione era proibita dallo zoroastrismo.

La cremazione in Italia

Come detto precedentemente l’arte della cremazione è arrivata in Europa solo durante l’età del neolitico e pertanto anche in Italia prese campo durante questo periodo storico. Inizialmente le prime pratiche vennero fatte al settentrione ma fu fatta propria da Roma dove addirittura si costruivano e affittavano loculi all’interno di un columbarium.
In un secondo momento fu posto un divieto alla cremazione per via della diffusione del Cristianesimo ove fu preferita alla sepoltura per ovvi riferimenti alla resurrezione del corpo e della sua riunione con l’anima: ma non fu l’unico motivo in quanto l’Impero Romano fu ‘povero’ di legname pertanto non vi erano più nemmeno i mezzi per assicurare una degna e oculata cremazione.

 

GTA V: un colpo di successo

GTA V è un gioco uscito nel 2013 per computer, playstation 3, xbox 360 e, al giorno d’oggi, è migrato (con aggiornamenti) sulla console playstation 4 e XboxONE. Il gameplay di Grand Theft Auto è basato su uno stile di vita verosimile dal punto di vista criminale. Utilizzeremo, infatti, durante il gioco, 3 diversi personaggi con le loro personali storie che si incroceranno in alcuni punti del gioco. Avremo quindi Franklin, Michael e Travor, che si troveranno a collaborare nella risoluzione di alcune missioni durante il gameplay, come ad esempio alcune rapine che verranno mostrate già nel prologo.

L’universo del multiplayer
Gta V, però, non è solo un gioco basato sullo svolgimento della storia principale ma concede anche la possibilità, al giocatore, di immettersi in un mondo online in cui sarà possibile collaborare con altri giocatori, sbloccando diversi tipi di missioni che in single player non sono accessibili. Oltre le missioni, il gioco online prevede anche delle modalità in cui sarà possibile sfidare gli altri giocatori in pvp singoli, deathmatch a squadre e gare con diversi tipi di mezzo di trasporto. L’online di Grand Theft Auto permette non solo di svolgere missioni assieme ai compagni o amici ma permette anche di personalizzare il proprio stile di vita; questo è possibile attraverso l’acquisto di una casa, auto, moto, velivoli e mezzi acquati. E’ possibile modificare il proprio personaggio interamente, infatti, possiamo anche sceglierne il sesso, l’abbigliamento e via dicendo. Il mondo di GTA come sappiamo è un mondo criminale apprezzato per le rapine nelle banche e il suo stile di gioco unico. Lester è la mente di tutte le rapine in banca di Grand Theft Auto V e aiuterà il giocatore a sfuggire dalla polizia.

Il colpo finale
In GTA 5 le missioni sono fondamentali al completamento della storia. Famoso è “Il colpo finale”. Il suo svolgimento ha luogo all’interno della banca principale di Los Santos, la Pacific Standard Bank dove avremo bisogno di 4 giocatori. Ognuno di essi ha dei ruoli specifici: avremo bisogno di un Hacker, un Demolitore e di due uomini che controllano gli ostaggi. Come prima cosa dovremo eliminare le guardie. Dopo, avremo bisogno del demolitore per aprire il primo sportello del cassiere. In seguito, sempre il demolitore, dovrà aprire il secondo sportello. Qui interviene l’hacker per aprire il caveau. Giunti a questo punto, riutilizzeremo il demolitore per aprire lo sportello che conduce al bottino. Subito dopo, i giocatori dovranno riunirsi vicino l’entrata dove vedranno arrivare la polizia, attraverso la quale bisognerà farsi strada per raggiungere i mezzi di fuga. Giunti al mezzo, è necessario dirigersi al canyon dal quale si dovrà saltare e utilizzare il paracadute per raggiungere Dinghy (barca) e scappare a largo. Dopodiché avrete concluso la missione. Vi incontrerete con Lester per festeggiare.

Preparare la valigia

Molto spesso si crede che la parte più difficile di un viaggio sia far coincidere le prenotazioni con le proprie ferie, preoccuparsi della scelta tra treno e aereo, capire dove alloggiare o come spostarsi una volta giunti lì.

Probabilmente non avete tutti i torti, soprattutto quando uno degli obiettivi principali è quello di non spendere cifre esorbitanti, ma a volte anche preparare la valigia richiede la sua attenzione e per molti il peggio sembra appena arrivato.

Se quindi avete finalmente prenotato tutto ciò che vi occorre per raggiungere e godervi una città bella come Roma, vi basterà riflettere su cosa è necessario portare con voi soprattutto sulla base del periodo in cui andrete e sulla durata del viaggio.

Il clima di Roma

Un vantaggio sicuramente innegabile è quello di scegliere un buon hotel in cui alloggiare come il Floris Hotel, un hotel 3 tre stelle a Roma che fornisce molti dei servizi di cui necessitate permettendovi di guadagnare spazio in valigia, quello che avreste riservato, ad esempio, all’asciugamano!
Il paesaggio romano, come forse sapete già, è costituito da basse colline e da pianure pertanto il clima è mite soprattutto perché non troppo distante dal mare. Tuttavia bisogna ricordare che, essendo attraversata da tre fiumi (tra cui il Tevere), alcune zone potrebbero risultare moderatamente umide.

Primavera ed estate a Roma

Molti prediligono come periodi quello primaverile e quello estivo, sia per vai degli impegni lavorativi, sia perché in genere il tempo risulta più consono alla scoperta di nuovi luoghi e alle lunghe camminate, ma è comunque necessario attrezzarsi correttamente. Andare a Roma in primavera significa trovare la città ricca di piante in fiore per via dei tanti giardini e parchi che la caratterizzano.

Ecco che dunque non potrete perdervi luoghi come Villa Borghese in cui potrete noleggiare una barca ed effettuare un giro sul laghetto, oppure il Parco dell’Appia Antica in cui potrete visitare siti archeologici.

In valigia dunque non potrete non introdurre t-shirt, leggings e jeans, ma senza dimenticare maglie di cotone per le serate più fresche e delle scarpe leggere e molto comode.

Se invece doveste scegliere il periodo estivo, dovrete fare i conti con il sole cocente e i 30-35 gradi, quindi non potrete fare a meno di abiti estremamente leggeri e scarpe aperte ma comunque comode, oltre che di un cappello per proteggere la testa e tanta ma tanta crema solare.

Tuttavia non dimenticate che Roma è ricca di chiese e che queste vanno comunque visitate con abiti consoni, perciò portate qualcosa di non troppo succinto o scollato. Adesso chiudete la valigia ed andate!

Un prodotto di qualità e d’eccellenza, biologico e controllato: la Cipolla di Nepi

Il ceppo originario della Cipolla di Nepi ha rischiato seriamente di andare perduto per sempre ma, grazie a Romana Mariani, signora ottantasettenne, il seme autentico è stato miracolosamente conservato. È stato anche ad opera di Piero, figlio di Romana, se oggi possiamo assaporare questa prelibatezza, unica nel suo genere. Piero infatti si è cimentato nella sua coltivazione affinché il seme potesse continuare a vivere ancora sulle nostre tavole. Proprio come ci dice già il nome, questa formidabile cipolla è tipica della zona di Nepi, piccolo borgo caratteristico non molto lontano dalla cittadina di Viterbo, dove si può respirare aria fresca e incontaminata.

È l’Azienda Agricola Litta, di Andrea e Luca, che si occupa della produzione del seme della Cipolla di Nepi, la quale viene controllata e garantita durante tutto il suo processo produttivo: dalla semina, alla coltivazione, fino ad arrivare alla raccolta finale. La semina in semenzaio viene effettuata durante il mese di gennaio, con la luna calante. In aprile invece viene trapiantata in pieno campo e qui rimarrà sino ai primi di luglio, quando inizierà la sua raccolta fino alla fine di agosto. I due soci, Andrea e Luca, vi si dedicano personalmente, con impegno e dedizione, trasformando in tal modo una grande passione in lavoro.

La Cipolla di Nepi ha dimensioni piuttosto abbondanti, arrivando a pesare, in alcuni casi, anche sei o sette etti. Di forma rotondeggiante, schiacciata e di colore bianco, è un prodotto di eccellenza, completamente biologico e a km zero. A contraddistinguerla è la sua particolare dolcezza unita, talvolta, a tratti di aromaticità, qualità che la rendono speciale per esser consumata fresca. Inoltre, non lascia nessun retrogusto sgradevole al palato e non crea alcun tipo di problema allo stomaco; è infatti molto digeribile. Prodotto genuino e coltivato senza l’uso di nessun pesticida o sostanza chimica, è particolarmente indicata per i palati più delicati e pretenziosi.

L’Azienda Agricola Litta, mette a disposizione dei suoi clienti un punto vendita, in Piazza della Bottata (Nepi), dove è possibile acquistare una moltitudine di prodotti sempre freschi e salutari: ortaggi, frutta e frutta secca.

Un’altra chicca offerta dall’Azienda Litta sono i peperoncini piccanti, i quali danno appuntamento ogni anno ai loro clienti alla fiera “Nepiccante”, che si tiene proprio a Nepi, la quale permette di assaporare varietà di peperoncini provenienti da tutto il mondo. Prodotto raffinato ed ineguagliabile, è una specialità che va assolutamente assaggiata, sia dagli amanti della cipolla che da parte dei più scettici.

 

Agire per la difesa dell’ambiente

Il 5 aprile 2019 sulla piattaforma streaming più conosciuta ad oggi, Netflix, è uscita una nuova serie tv e sta volta non riguarda supereroi, fantascienza, misteri o simili, ma di qualcosa non del tutto inaspettato: una serie di otto episodi dal titolo “Our Planet” (il nostro pianeta) in cui vengono analizzati i vari macro ambienti e le ripercussioni che i cambiamenti climatici degli ultimi decenni hanno determinato, sconvolgendo il profilo dell’intero pianeta.

Per realizzarla ci son voluti quattro anni di riprese in cinquanta paesi di ogni continente per un totale di 3.500 giorni per la raccolta delle immagini, la scelta del montaggio e l’utilizzo di tecnologie innovative.

Perché è così importante

Il punto forte di questa serie, probabilmente, riguarda la sua capacità di far comprendere i problemi con cui abbiamo a che fare attraverso parole semplici ed immagini comprensibili, pertanto anche chi è privo di conoscenze in ambito naturalistico è in grado di comprendere la portata di ciò che negli ultimi anni abbiamo commesso con le nostre azioni in quanto esseri umani.

Una di queste azioni riguarda sicuramente la scelta di utilizzare l’eternit nelle nostre abitazioni, negli elettrodomestici, nelle vetture ed il suo smaltimento è oggi necessario al fine di evitare i problemi di salute che causa, tra cui il cancro ai polmoni, quindi se ne avete necessità contattate ditte come Nova Ecologica specializzata, tra le altre cose, nello smaltimento dello stesso.

L’obiettivo della serie è quello di far comprendere quanto la natura che ci circonda sia importante, anche se animali come i pinguini e gli orsi polari ci sembrano lontani, in realtà, la loro sopravvivenza è determinata da fattori che influenzano inevitabilmente la salute del nostro pianeta e quindi la nostra.

Il discorso di Greta Thunberg

Negli ultimi giorni non potete non aver sentito parlare di Greta e del suo emozionante (per i più) discorso sulla necessità di difendere l’ambiente, divenendo una giovane attivista in grado di criticare la classe politica mondiale.

Greta ha solo sedici anni e ogni venerdì sciopera da scuola per chiedere al governo svedese e agli altri Stati di smetterla con piccoli contentini, ma di agire finalmente contro i cambiamenti climatici prima che sia troppo tardi.

La giovane riesce ad apparire convincente perché fa leva su due concetti : il primo è la domanda che spesso viene posta ovvero “che mondo vogliamo lasciare ai nostri figli?”; il secondo riguarda la possibilità di fare la differenza anche se si è una persona sola divenendo il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo!

 

Mettere in sicurezza un ambiente

La sicurezza di un ambiente è tra i primi accorgimenti che bisogna effettuare, prima di rendere un luogo visitabile o abitabile da persone. È successo, infatti che, spesso, per il ritardo tipico dei cantieri italiani, alcune costruzioni siano state dichiarate sicure anche senza aver effettuato in dettaglio ogni controllo; come sappiamo, una mancanza di questo tipo può provocare gravosi incidenti. In effetti, esiste un documento che si occupa proprio di stilare quali siano le regole da seguire in un ambiente come un cantiere, proprio per mantenere un livello di sicurezza molto alto. Di seguito vedremo quali sono i 7 punti da rispettare per lavorare in sicurezza:

  • Bisogna SEMPRE mettere in sicurezza le aperture che superino un’altezza di 2 metri;
  • Bisogna operare per rendere sicuro il solaio;
  • Naturalmente è necessario saper guidare in modo efficiente una gru e saper imbracare quelli che sono i carichi;
  • È necessario sfruttare un ponteggio nel caso in cui le facciate con cui si deve lavorare superino i 3 metri ;
  • Ovviamente controllare la stabilità di questi ponteggi OGNI GIORNO;
  • Utilizzare gli accessori di protezione personale;
  • E infine mettere in sicurezza quegli scavi che hanno una profondità maggiore di un metro e mezzo.

Come rendere sicura la propria abitazione?

Ma la sicurezza di un ambiente non è da intendersi solamente come una prerogativa dei cantieri o di spazi lavorativi, è infatti necessario che determinate regole e aspetti, vengano rispettati anche negli ambienti destinati ad essere delle abitazioni. In Italia soprattutto, le abitazioni spesso risultano essere antiche o mancanti di ristrutturazione, il che le rende sensibili a molteplici fattori che potrebbero minarne la sicurezza, come il mal tempo o uno spiacevole evento come un terremoto. In questi casi, infatti, succede spesso, purtroppo, di veder crollare queste abitazioni come nulla, o capita di vedere infissi che con forti venti o impatti di oggetti esplodono in mille pezzi, poiché non resistenti abbastanza. Ecco allora che risulta essere importante il provvedimento del singolo, che deve scegliere di rendere la sua casa il più sicura possibile. Uno di questi modi è quello di mettere in sicurezza le porte e le finestre.

Le qualità degli infissi in PVC

Per quanto riguarda gli infissi, essi rivestono una parte importantissima nella nostra abitazione. Ci permettono, infatti, di proteggerci dalle intemperie esterne, dal freddo, dal caldo, dai ladri, e così via. Ecco perché risulta incredibilmente utile avere delle finestre resistenti. Una tipologia di finestratura consigliata per questo è quella degli infissi in PVC. Gli infissi in PVC infatti sono famosi in commercio grazie alle loro semplici ma funzionali caratteristiche. Sono ottimi per l’isolamento termico, e sono anche abbastanza resistenti e soprattutto ignifughi. Per l’acquisto di infissi in PVC (ma anche per fare blindare le porte) è possibile chiedere informazioni al negozio A&P Infissi che opera in tutta la regione del Lazio. Il PVC risulta essere un investimento fruttuoso nel futuro. Intanto, non costa molto, quindi è altamente accessibile e, in secondo luogo, non necessita di manutenzioni ripetute nel tempo, in quanto il suo livello di conservazione è parecchio sviluppato.

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