Filtri dell’abitacolo: a cosa servono?

In un’epoca in cui l’inquinamento diventa sempre più intenso, aumenta la necessità di veicoli dotati di filtri, capaci di garantire nell’abitacolo aria pura, ottima visibilità e riduzione dell’inquinamento acustico. In questo senso, i filtri antiparticolato hanno un ruolo fondamentale, in quanto rilasciano l’aria proveniente dall’esterno solo dopo averne eliminato tutte le sostanze nocive quali, ad esempio, polveri sottili, pollini, sale antigelo, fuliggine ed altri inquinanti.

La sostituzione dei filtri

Ai fini della salubrità dell’abitacolo e quindi, della sicurezza del conducente, è importante ricordare che tutti vanno sostituiti periodicamente per garantire una efficienza di filtrazione costante. E’ consigliabile dunque controllare sul libretto di uso e manutenzione il corretto chilometraggio previsto dalla casa produttrice per la sostituzione dello stesso.

Mann-Hummel, marchio tra i più affidabili e rinomati a livello internazionale, fornisce una vasta gamma di filtri aria, impianti di aspirazione e sistemi di filtraggio per liquidi ed abitacolo di altissima qualità e a prezzi competitivi.

Nel vasto catalogo di ricambi Mann, troviamo un filtro combinato a carboni attivi che oltre alle sostanze nocive elimina anche gli odori sgradevoli, ed un nuovo filtro acustico destinato all’impiego nei motori a combustione interna di ultima generazione. Il filtro acustico è dotato di una valvola nel sistema di aspirazione che conforma il diametro del condotto in modo variabile, in modo tale che il motore venga alimentato con la quantità di aria strettamente necessaria ed i rumori di aspirazione restino contenuti, per un maggiore comfort del conducente. » Read more

Come sistemare il giardino di casa?

Come sistemare un giardino di casa trascurato

La visione di un giardino bello e curato è l’anteprima della propria abitazione e l’occhio del visitatore, cade subito su quel piccolo appezzamento di terreno e sull’armonico accostamento di vari elementi. Un giardino curato non nasce dall’oggi al domani ma occorre prendere in considerazione diversi fattori per renderlo armonico e rilassante cominciando dalle recinzioni, i muri, le scale e le varie stradine di accesso. Innanzitutto è bene considerare le varie fasi della progettazione tenendo presente l’ambiente circostante, le tradizioni locali e i materiali tipici in uso anche nei giardini vicini senza per questo sminuire i gusti del proprietario. Una buona sistemazione dipende soprattutto dall’accurata progettazione poiché un giardino ben progettato necessita di cure minori rispetto ad un giardino improvvisato. Una volta che il giardino è stato strutturato secondo i propri gusti, occorre tenerlo pulito ed ordinato durante tutto l’anno anche se i migliori mesi per sistemare il proprio giardino sono quelli primaverili.

Come sistemare un piccolo giardino in primavera

Marzo è per antonomasia il miglior mese per sistemare il proprio giardino. Con l’entrata della primavera infatti, non solo nascono i primi germogli ma torna il desiderio di dedicarsi all’incantevole paradiso in nostro possesso. Innanzitutto occorre pulire in maniera ineccepibile il manto erboso per identificare eventuali zone dove effettuare nuovamente una risemina in modo da ottenere un’omogeneità sull’intera area. E’ di basilare importanza provvedere ad una corretta concimazione che avviene con l’azoto che è un eccellente stimolante per la crescita della vegetazione. Solitamente la concimazione viene effettuata nel mese di Aprile tuttavia quando si nota la comparsa dei germogli, si può prendere in considerazione una concimazione anticipata distinguendo però le piante che sono ancora in fase di quiescenza. » Read more

Aste giudiziarie: è boom dell’offerta

Ad osservare i dati forniti in merito alle compravendite giudiziali italiane il fenomeno inerente la crisi mondiale che ha coinvolto anche il nostro paese è abbastanza evidente. In particolare sempre più beni sono pignorati e finiscono all’asta, ma all’evidente impennata dell’offerta non corrisponde una altrettanto evidente crescita della domanda.

Occorre comunque ricordare che i dati curati dalla Direzione Generale della Statistica sono presenti sino all’anno 2013, e quindi manca ancora un periodo in cui la crisi è stata comunque pesante (anno 2014). L’anno 2013 in particolare si è chiuso con vendite giudiziarie di beni immobili per 12.984 unità con un incremento del 16,9 % in relazione all’anno precedente. Le assegnazioni sono invece crollate di oltre 42 punti percentuali (e queste si sono attestate pertanto a 1.599). Sebbene non siano ancora presenti dati aggiornati la sensazione è che negli ultimi 15 mesi la situazione sia anche peggiorata. Infatti sono in molti, gli addetti ai lavori che testimoniano di aste giudiziarie andate deserte, a causa soprattutto di prezzi fermi a tre o quattro anni fa che adesso non corrispondono ai reali valori di mercato, senza contare che i lunghi tempi di attesa.

Per capire l’incremento che si è avuto nell’offerta di immobili pignorati basti pensare che in una città media, come Bologna, si è passati da 500 – 600 unità immobiliari annue a circa un migliaio nel giro di 5 anni, di questi l’80 % circa è riferibile a cittadini che purtroppo non sono riuscite a pagare le rate del mutuo.

Nonostante le difficoltà la situazione è comunque in miglioramento visto che sino ad un anno fa i dati indicano che circa il 92 % delle aste andava deserto, mentre adesso circa l’82 % delle aste si chiude con un non compratore. Al riguardo occorre considerare che, al fine dell’assegnazione di un bene, si è passati da una media di circa 7-8 aste a circa 6. Dati che comunque sono lontani dalla media europea, visto che negli stati dell’Unione Europea, in media, dopo tre aste il bene viene aggiudicato.

Nuove tasse per il settore turismo

L’industria del turismo potrebbe subire un duro contraccolpo a seguito dell’introduzione dei nuovi tributi previsti dall’erario per tale settore. Innanzitutto c’è la tassa di soggiorno, recentemente introdotta dal Governo in relazione ai pernottamenti da parte dei turisti in strutture ricettive. I comuni che decidono di applicare tale tipo di tassa potrebbero ben presto salire dagli attuali 649 a circa un migliaio incrementando di alcuni milioni di euro gli incassi delle casse comunali.

Ad incrementare le ansie degli operatori negative si aggiungono anche le previsioni negative fatte dalla società di consulenza Jfc che prevede un incremento delle tasse sui turisti di circa il 54 % rispetto al 2014. Oltre alla tassa sul soggiorno, già varata dall’esecutivo, potrebbe infatti essere introdotta anche la cosiddetta tassa sui viaggiatori che porterebbe l’incasso per l’erario a circa 730 milioni di euro a fronte dei 465 milioni di euro preventivati nel 2014.

Per quanto riguarda la tassa di soggiorno lo stesso ministro del turismo, Dario Franceschini, ha spiegato che sulla tassa di soggiorno Parlamento e Governo dovranno effettuare un ragionamento di modifica legislativa. Attualmente i comuni che applicano tale tipo di tassa sono passati da 649 a 666 e ben presto potrebbero avere un notevole incremento. Entro l’estate si aggiungeranno infatti 17 amministrazioni  e successivamente altri 217 comuni (sono gli enti della Provincia di Trento dove l’imposta di soggiorno partirà dal 1° Novembre) ed a questi potrebbero aggiungersi anche altri (infatti alcuni comuni legano l’introduzione del tributo alla partenza dell’expo di Milano.

Altra tassa a carico del turismo è  il ticket sui bus turistici, attualmente applicato da 38 amministrazioni, di cui ben 9 in Toscana, con introiti che hanno raggiunto i 96 milioni di euro nel 2014. Basti pensare che la sola amministrazione comunale di Verona ha incassato circa 900 mila euro e dal primo Gennaio ha anche incrementato i prezzi di  circa il 20 %.

Come fare i pici toscani: ecco una guida pratica e utile!

Sono molto simili agli spaghetti e rappresentano uno dei prodotti tipici toscani d’eccellenza, stiamo parlando dei Pici, chiamati anche Pinci, una particolare tipologia di pasta fatta in casa dagli ingredienti “poveri”!

 

Ingredienti poveri per un primo piatto ricco di gusto!

Tipici del sud della Toscana, precisamente in provincia di Siena, della Val d’Orcia, della Val di Chiana e della provincia di Grosseto, i Pici toscani sono considerati come il piatto toscano d’eccellenza, considerato come piatto dei contadini in quanto realizzati attraverso ingredienti poveri, acqua e farina, che fanno di queto prodotto tipico uno dei piatti più particolari e caratteristici della Toscana del Senese.

Preparare i pici toscani non è per nulla complicato, bisogna impastare energicamente per una decina di minuti la farina di grano tenero tipo 0 assieme a dell’acqua tiepida e del sale; un occhio di riguardo va dato soprattutto alla farina, in quanto dovrà essere di qualità, con bassa elasticità ed un bassissimo contenuto di ceneri, le quali spesso conferiscono all’impasto un colore poco piacevole. Altre varianti ed ingredienti da aggiungere all’impasto è un uovo per ogni chilo di farina utilizzato, dell’olio extravergine di oliva e più tipologie di grano, ma i pici toscani originali sono realizzati solo con acqua, farina e sale!

In ogni caso, una volta effettuato l’impasto bisogna conferirgli la forma tipica dei pici toscani, uno spaghetto decisamente più spesso e poco preciso, dopodichè dovranno essere cotti in acqua salata per poco più di cinque minuti!. » Read more

Insegnare ai più piccoli ad analizzare la fertilità del suolo

Ogni terreno è ricco di organismi fondamentali per i processi di decomposizione. Non a caso l’apporto di concimi naturali e concimi biologici ed ammendante compostato misto è finalizzato a migliorare la fertilità del terreno, mediante organismi decompositori e sostanza organica.

Esaminare un campione di terreno di uno spessore compreso tra i 12 e i 18 centimetri. Assicurarsi che il campione sia umido prima di raccoglierlo, perché l’acqua risulta essenziale per la vita degli organismi presenti nel terreno, in quanto l’acqua è la cartina tornasole per valutare la sostenibilità ambientale di uno spazio di vita. Primo fattore per valutare la fertilità del terreno resta l’analisi del rapporto umido organico.

Materiale occorrente per l’analisi del suolo:

sacchetto, campione di lettiera di bosco, imbuto di plastica di almeno 1 litro, setaccio con maglia larga 1 cm, cartoncino Bristol nero, nastro adesivo, barattolo trasparente, sue scodelle con diametro di almeno 30 cm, abatjour, porzione di formaggio fresco molle (proveniente da agricoltura biologica) cucchiaio, pellicola di plastica trasparente.

Obiettivo:

determinare la fertilità del terreno in base alla varietà di macro e microrganismi presenti. Un modo per insegnare la sostenibilità ambientale ai più piccoli

Collocare il setaccio sopra l’imbuto e quest’ultimo sopra un barattolo di vetro. Avvolgere il cartoncino nero intorno al barattolo fissandolo con del nastro adesivo, in modo da creare un ambiente buio.

Praticare una sorta di porta richiudibile nel cartoncino per controllare la discesa degli animaletti.  Bisogna fare attenzione  affinché il collo dell’imbuto non tocchi il fondo del barattolo.  Far passare il campione di terra nel setaccio e posizionare una lampadina sul treppiedi, in maniera tale che, una volta accesa, resti il più vicino possibile al campione di terreno.  Attendere qualche giorno. Il calore prodotto dalla lampadina porta gli organismi del terreno a spingersi più verso il fondo, alla ricerca di buio e umidità. Gli animaletti cadono in questo modo sul fondo del barattolo, dove sarà possibile osservarli e realizzare una prima analisi del suolo.

A questo punto dell’attività sarebbe opportuno riflettere sul ruolo che questi macrorganismi svolgono nel processo di decomposizione di sostanza organica. Inoltre, a parte i macrorganismi, il terreno è pieno di microrganismi, che non sono visibili a occhio nudo, ma dei quali è possibile osservarne invece la formazione in colonie, ottenendo ulteriori indicazioni circa la fertilità del suolo. L’attività successiva permetterà ai presenti di vederne alcune. Si distribuiscono due scodelle per gruppo di osservazione e si  aggiunge del terriccio in una sola scodella e due cucchiai di formaggio fresco molle, proveniente da agricoltura biologica, in entrambe le scodelle. E’ importante utilizzare durante le attività sempre alimenti biologici e insegnare concretamente cosa vuol dire vivere sostenibile.

Successivamente si coprono le scodelle con della pellicola trasparente e le si conserva. Dopo due o tre giorni, si chiede ai partecipanti di osservarne il contenuto, avendo cura di non sollevare la pellicola di plastica. In condizioni favorevoli potranno prosperare intere colonie di microrganismi, visibili anche a occhio nudo.

Certificazione degli utili: chi deve occuparsene?

Il 7 gennaio 2013 è stato approvato dall’Agenzia delle entrate il nuovo schema di certificazione degli utili e dei proventi equiparati, delle ritenute operate e delle imposte sostitutive applicate. Il provvedimento ha, così, aggiornato la versione precedente risalente al 2009 del modello per l’attestazione degli utili derivanti dalla partecipazione a soggetti IRES residenti e non in Italia, in qualunque forma corrisposti, a decorrere dal 1° gennaio 2012. L’aggiornamento è stato necessario per recepire l’unificazione delle aliquote di tassazione (art. 2 del D.L. n°138/2011).

Sono esclusi dalla certificazione gli utili assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o a imposta sostitutiva. Il 28 febbraio è la scadenza per consegnare il modello ai percettori al fine di attestare i proventi del 2012.

Modulistica certificazione degli utili

Ogni 28 febbraio dell’anno successivo all’operatività , si consegna la Certificazione degli utili e dei proventi equiparati (CUPE) ai soggetti residenti nel territorio della Stato che percepiscono utili derivanti dalla partecipazione a soggetti IRES.

La modulistica di riferimento è la seguente:

  • Schema di certificazione degli utili e dei proventi equiparati (Cupe)
    Istruzioni per la compilazione dello Schema di certificazione degli utili e dei proventi equiparati (Cupe)

I soggetti che devono rilasciare la certificazione

  • società ed enti emittenti, come ad esempio trust, società di capitali, ecc. (articolo 73, comma 1, lettere a e b del Tuir);
  • casse incaricate del pagamento degli utili o di altri proventi equiparati;
  • intermediari aderenti al sistema di deposito accentrato gestito dalla Monte Titoli Spa;
  • rappresentanti fiscali in Italia degli intermediari non residenti aderenti al sistema Monte Titoli Spa e degli intermediari non residenti che aderiscono a sistemi esteri di deposito accentrato aderenti sempre al sistema Monte Titoli Spa;
  • società fiduciarie, con esclusivo riferimento agli effettivi proprietari delle azioni o titoli ad esse intestate, sulle quali siano riscossi utili o altri proventi equiparati;
  • imprese di investimento e agenti di cambio;
  • ogni altro sostituto d’imposta che interviene nella riscossione di utili o proventi equiparati derivanti da azioni o titoli.

La certificazione deve essere, inoltre, rilasciata per i proventi derivanti da:

  • titoli e strumenti finanziari assimilati alle azioni, anche per il trading online;
  • contratti di associazione in partecipazione (partecipazione agli utili in cambio di capitale e/o lavoro);
  • contratti di cointeressenza (si intende per contratto di cointeressenza propria apporto di capitale e/o lavoro con partecipazione agli utili ma non alle perdite; per contratto di cointeressenza impropria si intende, invece, la partecipazione agli utili e alle perdite senza apporto di lavoro o capitale cfr. Agenzia delle entrate).

Prestiti senza busta paga

Gli istituti di credito e le banche concedono prestiti senza busta paga solo in due casi. Nel primo caso la banca concede un mutuo ipotecario per liquidità, se il richiedente è proprietario di un immobile da offrire come garanzia. Nel secondo caso il richiedente ha bisogno di un garante, detto anche fideiussore, che si fa carico della restituzione della somma di denaro nel caso in cui il richiedente non riesca a restituire il prestito. Il garante deve presentare alla banca delle garanzie reali come ad esempio uno stipendio o altre entrate economiche dimostrabili.

Documenti necessari

Le persone che hanno bisogno di richiedere un prestito, devono presentare all’istituto di credito alcuni documenti, che riportiamo di seguito.

  • Un documento di identità in corso di validità
  • Il tesserino del codice fiscale
  • L’ultima busta paga, nel caso in cui sia richiesto un garante
  • L’ultimo Modello CUD
  • La documentazione dalla quale risulta che il richiedente sta lavorando o percepisce una retribuzione mensile
  • Infine i documenti relativi alla situazione reddituale del richiedente

E’ importante sapere che gli istituti di credito non concedono i finanziamenti alle persone che hanno più di trentacinque anni e chi non ha lavorato per almeno trenta mesi negli ultimi tre anni, anche se questo è avvenuto alle dipendenze di più società. » Read more

Cronos EGO Web, la bacheca aziendale virtuale

Dopo aver visto i sistemi di rilevazione presenze e controllo accessi vediamo adesso il Cronos EGO Web.

La bacheca aziendale di EGO Web è una sezione dove possono essere affissi in modo virtuale tutti i comunicati aziendali. Tra questi le norme di sicurezza, il regolamento aziendale, la pianificazione ferie collettive, gli accordi aziendali e le comunicazioni relative al ccnl, ecc. ecc.

Ideale complemento della bacheca aziendale di EGO Web è la bacheca digitale integrata con il lettore badge Cronos ZNET Touch. Questa soluzione permette di rendere immediatamente visibile, al momento dell’accesso in azienda, una sintesi delle principali informazioni che potranno essere ulteriormente approfondite attraverso EGO Web.

La bacheca virtuale consente ai dipendenti di tenersi informati e di consultare autonomamente le procedure aziendali. Attraverso istruzioni semplici e pratiche, può essere ricercata la soluzione, ad esempio:

  • “Come si legge il cedolino”
  • “Cosa fare al verificarsi di eventi quali malattia, maternità o infortunio.

Cronos Touch non richiede alcuna attività da parte del dipendente, consente di visualizzare testi, immagini, filmati e RSS. E’ inoltre aggiornabile da remoto tramite web e consente di personalizzare il layout del monitor oltre che l’aspetto estetico del contenitore.

Totalizzatore delle presenze RFID, l’ideale per le piccole imprese

La soluzione ideale per la piccola impresa è un terminale “Totalizzatore delle presenze RFID”:

Cronos Zero Easy funziona come un tradizionale orologio di controllo delle presenze, ma elimina i cartellini, che vengono sostituiti dal badge o da un TAG personale. E’ un terminale di ultima generazione e viene fornito completo di Pen Drive USB per lo scarico di timbrature nel pc.

E’ di facile installazione e non presenta particolari difficoltà per la manutenzione.

Cronos ZERO EASY è autoinstallante e può essere collegato via modem o Ethernet allo studio paghe, registra timbrature, elabora i totali delle ore lavorate giornaliere e tramite una chiave USB personalizzata permette di estrarre: » Read more

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