Attività fisica: l’importanza di praticare sport

Negli ultimi tempi sono sempre più allarmanti i dati che riguardano l’aumento delle percentuali di persone che soffrono di problemi legati all’alimentazione, come il sovrappeso e l’obesità. I ritmi stressanti di vita spesso portano la popolazione a trascorrere le giornate divisi tra casa, famiglia e lavoro, lasciando poco spazio al tempo libero, utile per poter praticare una sana attività sportiva. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità dai 5 anni di vita in poi la pratica di una moderata attività sportiva è importante al fine di sviluppare un corretto stile di vita.

Bambini e adolescenti

Praticare uno sport a piacere con moderazione è utile per avere uno sviluppo armonico del corpo dei bambini e degli adolescenti, aiuta ad avere un buon apparato muscolo-scheletrico, cardiovascolare, endocrino e metabolico. Fare sport consente inoltre di bruciare una parte delle calorie assunte con il cibo e quindi aiuta a mantenere inalterato nel tempo il proprio peso ideale. Di seguito è illustrato come lo sport sia importante nella vita dei giovani.

Aiuta ad aumentare la propria capacità di relazionarsi con gli altri, combattere le proprie insicurezze e punti di debolezza, migliorare l’autostima e rende di conseguenza i rapporti con le persone più facili. I bambini ed i giovani che praticano sport con costanza imparano da subito l’importanza di rispettare le regole, il rispetto nei confronti degli istruttori e compagni di attività.

Aiuta a scaricare lo stress e il nervoso, diminuendo di conseguenza gli stati di ansia e di depressione, che possono colpire sia gli adulti sia i bambini.

E’ un modo per aiutare a instaurare relazioni con persone che sono al di fuori della famiglia e dell’ambiente scolastico. L’attività sportiva è un modo per imparare a gioire dei successi ottenuti ma anche affrontare le sconfitte con dignità e coraggio.

Negli ultimi anni i bambini e i giovani trascorrono sempre meno tempo all’aria aperta a giocare, passano spesso i pomeriggi davanti alla televisione o ai videogiochi. In passato invece i bambini non facevano altro che correre nei prati, giocare a nascondino, a pallone ecc. La sedentarietà e il seguire una scorretta alimentazione sono la causa principale dell’aumento delle persone che soffrono di obesità e sovrappeso. Bisogna perciò dichiarare guerra all’ozio e alla pigrizia e capire che praticare sport significa prendersi cura della propria salute fisica e mentale. E’ possibile inoltre trovare dei centri, come lo sporting club parco de medici, che organizzano attività diverse adatte a tutta la famiglia, in questo modo è possibile utilizzare il tempo in cui magari il proprio figlio segue la lezione di nuoto, seguendo delle lezioni di ginnastica.

I giochi da fare a una festa per bambini

Durante una festa di compleanno in cui siano presenti tanti bambini, intrattenerli per varie ore cercando di non annoiarli non è mai facile. Bisogna garantire divertimento, tanto divertimento; ma come è ovvio che sia, è impensabile organizzare giochi di gruppo per tutta la durata della festa, anche perché si affaticherebbero. Cosa fare allora? Una soluzione economica e di successo è quella di pensare ad attività creative e piccoli laboratori manuali: per organizzare queste attività, basta un tavolo sufficientemente grande per tutti i bambini, o in alternativa tanti piccoli tavolini e moltissima fantasia! Per realizzare un ricordo carino dell’evento non occorre spendere cifre esose in materiali, non ci crederete mai ma con carta e colori si possono costruire una miriade di cose! Un’idea molto divertente e sfiziosa è quella di addobbare un semplice scatolone in cartone ricco di caramelle e dolciumi, la classica pignatta per intenderci.

I bimbi non dovranno fare altro che disegnare ognuno sul proprio foglio ciò che preferiscono e attaccarlo allo scatolone, ricoprendolo completamente. In poco tempo, avranno creato un magnifico gioco! Altra idea potrebbe essere quella di creare i cestini porta-dolciumi in cui raccogliere poi i premi della pignatta: sarà sufficiente dar loro una sagoma del cesto che dovranno poi ritagliare, assemblare e colorare a proprio piacimento. Un laboratorio sempre molto amato dai più piccoli è la creazione di medaglie come premio per i giochi che faranno successivamente nel corso della festa: un cartoncino e un nastro colorato e il gioco è fatto. Tutti insieme, poi, possono realizzare alla coppa finale da dare al vincitore di tutte le sfide.

Per quanto riguarda veri e propri giochi di gruppo, con carta e colori se ne possono realizzare a volontà; un grande classico è il gioco di attaccare la coda all’asino. Un gruppo di bambini dovrà disegnare e colorare un asino, mentre un altro gruppo si occuperà di creare la coda. Una volta pronto tutto l’occorente, a turno e bendati, i piccoli artisti dovranno riuscire ad attaccare la coda al posto giusto! Se la fascia di età è leggermente più alta, potrebbe rivelarsi divertente anche una sfida a coppie di fila tre su un tabellone di grande dimensioni: invece di disegnare il cerchietto o la crocetta, li potranno prima creare a parte e poi attaccarli sulla casella, a turno. Un altro gioco fai da te da costruire con la collaborazione di tutti è il Twister: un grande cartellone bianco (o tanti piccoli) in cui creare cerchi di colori diversi su cui poggiare braccia e gambe.

Da non dimenticare: va creata anche la ruota su cui far corrispondere i vari colori a vari arti destri e sinistri. Chiaro è che più si è meglio è, in modo da velocizzare i tempi di creazione e ottenere un risultato gratificante per tutti quelli che hanno collaborato. Spesso si è in tanti in una festa e magari non ci si conosce tutti; una buona soluzione potrebbe essere far creare ad ogni invitato un cappello, una collana o una semplice targhetta con il proprio nome. I maschietti prediligono costruire cinture, berretti mentre le femminucce preferiscono collane, braccialetti, spille a forma di cuore. Libero spazio alla fantasia e sicuramente un ottimo modo per unire l’utile al dilettevole.

Gabriella Sperandio, Killer Designer, Agenzia di Comunicazione Teramo

Vino e calorie: quelle di tre bicchieri equivalgono a questi cibi

Che il vino sia tanto buono quanto calorico, è risaputo! Ma se tutti parlano di calorie e calcolano le quantità raccomandate da bere per non rischiare seri problemi di salute, in questo articolo ti mettiamo a confronto la quantità di qualche bicchiere di vino, spumante o di un superalcolico e ti mostriamo a quanto cibo equivalgono!

Ecco le calorie nascoste negli alcolici

Proponiamo qui di seguito un calcolo approssimativo delle calorie di ogni bevanda alcolica, comparandola ad alcuni cibi scelti senza un nesso particolare ma semplicemente per la loro varietà: troverai infatti le calorie di un antipasto, di un primo così come di un secondo piatto.

Se hai in programma di bere un Cuba Libre alla prossima festa alla quale parteciperai, sappi che conta all’incirca 150 calorie e che quindi è come se mangiassi un etto di prosciutto crudo di qualità. Per pranzo hai previsto tortellini in brodo? Un piatto completo, considerando un ripieno di carne, che equivale a 450 calorie. Attenzione quindi: se hai già brindato con un bicchiere di spumante o concludi con un limoncello, pasteggiando con un paio di bicchieri di vino è come se avessi mangiato un altro bel piatto di tortellini. Sei a 900 calorie!

Quante calorie si nascondono in un Mojito? Ben 200. Esattamente come due piccole tartine al salmone. Sei ancora all’aperitivo e hai lo stomaco vuoto ma le calorie introdotte nell’organismo sono già 400. Se sei un amante del vino rosso, bello corposo e di qualità, sappi che tre bicchieri equivalgono all’incirca a 420 calorie. Esattamente quanto un secondo piatto di vitello tonnato (840 calorie in tutto e senza neppure una fettina di pane!).

E per chi invece impazzisce per la birra? Come è risaputo questa bevanda è meno calorica del vino ma non di certo priva! Se con gli amici a cena ne sorseggi 3 pinte (e magari accompagni il dopocena con un po’ di cognac) devi mettere in conto oltre 600 calorie derivanti solo dall’alcool. L’equivalente di un paio di porzioni di lasagne alla bolognese.

Pollo per cena? Se ti fermi a prendere un cocktail (tipo Manhattan) con il collega dopo il lavoro e ti concedi un limoncello per concludere la serata, hai introdotto 270 calorie: esattamente quelle contenute nel tuo piatto di pollo arrosto. Se invece si tratta di carne rossa, come ad esempio una fettina di arrosto di vitello, allora le calorie sono 250 ed equivalgono a due bicchieri di vino rosso di media gradazione, come quelle di un buon vino Bolgheri rosso.

Arriviamo al dolce! Una fetta di panettone quante calorie apporta al nostro corpo? Troppe, 450! Le stesse che ritrovi in un paio di bicchieri di spumante che sorseggi per accompagnarla, ai quali non dimenticare di aggiungere la Caipirinha bevuta durante l’aperitivo! Un totale di 900 calorie, solo per il momento finale del pasto!

È ben evidente quindi che bisogna prestare molta attenzione a ciò che si beve e si mangia a tavola: l’eccezione non stravolge gli equilibri di una vita regolare e sana, l’importante è che rimanga tale!

La cultura hipster

Con il nuovo secolo, definito quello della tecnologia, si sono sviluppate diverse sottoculture urbane e tra queste sicuramente una di quelle che riscuote più successo tra i giovani e viene analizzata con particolare attenzione dalla società è quella hipster.

I tratti distintivi che caratterizzano questa nuova sottocultura sono diversi, primo fra tutti sicuramente l’abbigliamento, infatti tutti gli hipster sia uomini che donne presentano delle caratteristiche nel vestire uniche.

La prima cosa che si nota quando ci si trova davanti ad un hipster sono i pantaloni, questi infatti indossano esclusivamente il modello skinny, un tipo di pantalone ultraderente con la vita alta e il risvolto finale che fa sempre vedere la caviglia, anche in pieno inverno.

Sia gli uomini che le donne abbinano spesso questo pantalone con delle camicie in stile vintage che presentano dei quadrati molti grandi e sono molto colorate e come accessorio il buon hipster ha sempre un paio di occhiali da sole o da vista caratterizzati da montature in stile retrò mentre ai piede non possono mancare un paio di mocassini.

Ma la cultura hipster non è data solo dal vestire infatti per definirsi un vero hipster bisogna frequentare i locali giusti come il Cohouse Roma e uscire in zone della capitale come il Pigneto e il buon hipster deve portare con se sempre la sua reflex, una borsa tascapane con un macbook e l’iphone di ultima generazione e per muoversi usare esclusivamente delle biciclette retrò.

Una delle cose che contraddistingue la cultura hipster è sicuramente il tipo d’acconciatura che portano, infatti per l’uomo sono fondamentali i baffi in stile retrò accompagnati da lunghe barbe, mentre per le ragazze abbiamo delle acconciature arruffate o capelli corti accompagnati sempre da qualche ciocca di capelli colorata.

Come tutte le sottoculture che ci hanno accompagnato negli anni gli hipsper si vogliono distinguere dalla massa soprattutto per la cultura esterna e per questo ascoltano musica e leggono libri sconosciuti ai più e per quel che riguarda il cinema amano i vecchi film in bianco e nero e i festival indipendenti.

Come ogni buona cultura che si rispetti gli hipster sono molto attenti anche a quello che mangiano e bevono,  infatti  il loro cibo deve essere biologico e molti sono anche vegetariani o vegani.

Tra gli alimenti che vanno per la maggior tra la cultura hipster troviamo il cold brew coffee, un caffè che viene macerata in acqua tiepida per 12 ore, mentre la birra deve essere solo quella artigianale, magari preparata anche in casa.

E’ bufera sui diamanti

Dopo le recenti scoperte operate da Report nel campo degli investimenti dei diamanti, il mondo della finanza è in subbuglio. La Consob si è decisa a correre ai ripari ed ha annunciato che presto verranno fatte delle indagini per stabilire se ci siano stati degli abusi. Il diamante verrà considerato un prodotto finanziario? Al momento no, per questo erano venute meno tutte le garanzie che di solito vengono offerte agli investitori. Ma alla luce delle recenti novità, la Consob potrebbe cambiare idea.

Sotto osservazione sono finite due società che si preoccupano degli investimenti in diamanti, ossia  la Intermarket Diamond Business (IDB) e la Diamond Private Investment (DPI). Gli investimenti vengono fatti attraverso due gruppi bancari cioè  Intesa Sanpaolo e Unicredit. Quello di cui sono accusate è di vendere agli investitori il diamante ad un prezzo superiore rispetto a quanto suggerisce il mercato.  Secondo quanto riportato da Report, persino i grafici che verrebbero utilizzati dalle banche per spingere il cliente a scegliere il diamante come bene-rifugio, non sarebbero veritieri. Questi infatti verrebbero si pubblicati dal sole 24 ore, ma come inserzioni, pubblicità. E a pagare per questa pubblicità sarebbero proprio le società citate prima.

Ma chi sono la IDB e la DPI?

L’IDB è la Intermarket Diamond Business, la cui sede legale si trova a Piazza della Repubblica, a Milano. E’ una delle società che propongono affari in diamante più rinomata d’Europa. I diamanti utilizzati dalla IDB sono tutti diamanti riconosciuti e certificati. Sul sito dell’azienda è possibile leggere che IDB “ Da sempre attua una politica di trasparenza e di servizio nei confronti dei suoi clienti, pubblicando trimestralmente su “Il Sole 24 Ore” le quotazioni dei diamanti trattati”.

La DPI invece, è acronimo per Diamond Private Investment. E’ sicuramente una società molto più recente, perché la sua storia risale solamente al 2005. L’obiettivo della DPI è sicuramente quella di offrire il diamante come bene rifugio e offrire servizi adatti a quasi tutti i tipi di risparmiatori. Anche sul sito della DPI si citano i dati e i grafici del Sole 24 ore.

Insomma, la questione dei dati è sicuramente molto importante e la Consob e chi di dovere dovrà approfondire la questione.

Di certo rimane che dopo le fasi altalenanti dell’oro degli ultimi anni, dopo la svalutazione del mattone, dopo la demonizzazione dei BOT, anche l’ultimo bene rifugio ed investimento “sicuro” pare svanire. Ai risparmiatori non resta che investire i propri soldi utilizzando le proprie capacità, magari attraverso delle piattaforme di brokeraggio come fxgm.

Streaming multimediale, in Italia è boom di richieste per film e musica

Netflix ha segnato la rotta: l’Italia ormai sembra un mercato maturo per i fornitori di contenuti in streaming di contenuti multimediali, da film a serie tv a musica online. Ma le abitudini degli utenti non cambiano troppo, il preferito resta sempre il computer.

Eppur si muove. Potremmo sintetizzare in qualche modo, parafrasando la storica frase di Galileo Galilei, lo stato della diffusione dei servizi streaming in Italia, analizzato da una recente ricerca dell’Istituto Nextplora, che ha appunto approfondito i comportamenti, le abitudini e le preferenze degli internauti del nostro Paese.

Cinema e musica, passioni in crescita. Il primo dato che risalta agli occhi è quello relativo al crescente interesse per i contenuti disponibili sui siti di streaming a pagamento, a cominciare da quelli offerti da uno dei colossi del settore, l’americano Netflix, che conquista il 48 per cento delle preferenze dei nostri connazionali, superando i diretti concorrenti di Mediaset Infinity (che si ferma al 40 per cento) e Now Tv di Sky (37 per cento, anche se proprio negli ultimi mesi ha rinnovato completamente i servizi). Sul fronte dello streaming musicale, invece, la partita è dominata da Spotify con il 55 per cento delle scelte, mentre al secondo posto dei servizi più usati c’è Google Play Music e terzo troviamo iTunes Radio.

Netflix, un anno di luci e ombre. È proprio l’ingresso in scena di Netflix in Italia sembra aver mosso un po’ le acque, incentivando anche i “top player” della Pay Tv a posizionarsi sul mercato del web, sfruttando le potenzialità di questo settore e mettendo a punto pacchetti specifici per le richieste della platea. In generale, gli italiani maggiorenni che nell’ultimo anno ha rivolto la propria attenzione allo streaming online sono il 15 per cento della popolazione, dato comunque ancora basso rispetto ai numeri di questo mercato all’estero (Netflix nel mondo conta oltre 80 milioni di abbonamenti, mentre da noi non supera le 500 mila sottoscrizioni).

Focus sullo streaming in Italia. Analizzando le scelte di questi internauti, la stragrande maggioranza di chi ha effettuato un accesso a siti di streaming, gratuiti o a pagamento nell’ultimo anno (il 61 per cento) dichiara di aver visto principalmente serie tv e film, e altrettanto alta è la quota di chi ha ascoltato musica. Nell’ambito del segmento video, in particolare, sono le trasmissioni in differita che conquistano i maggiori utenti (85 per cento delle preferenze), mentre le dirette raccolgono solo il 47 per cento dei consensi. Oltre ai servizi a pagamento, gli italiani utilizzano soprattutto Youtube (che attira quasi il 60 per cento dei naviganti nostrani) e il portale istituzionale della Rai; non manca, poi, una quota di utenti (quasi l’80 per cento) che confessa di aver utilizzato siti pirata per guardare film o serie TV.

La convenienza dello streaming. Ancor più interessante è l’approfondimento sulle ragioni alla base del ricorso ai servizi di streaming online: il più citato e apprezzato motivo è infatti la convenienza, anche economica, di queste piattaforme, seguita a stretto giro dalla possibilità di accedere ovunque e in qualsiasi momento della giornata ai contenuti di proprio interesse, e poi dalla comodità del servizio. Nonostante la diffusione di smartphone, tablet e smart Tv, però, è ancora il computer a rappresentare il mezzo principale per vedere video online, scelto dall’82 per cento dei fruitori.

Tra limiti e nuove opportunità. Tra i freni alla completa diffusione nello Stivale dei sistemi di streaming c’è dunque una sorta di “resistenza” da parte dell’utenza, ma giocano un ruolo importante anche i ritardi nella penetrazione della banda ultra larga, ancora ridotta rispetto a quanto accade negli altri principali Paesi europei, e gli ancora elevati prezzi dell’adsl. Eppure, non mancano in Italia esempi di successo nella realizzazione di impianti e infrastrutture per internet, come Eolo, azienda che si è conquistata una posizione di leadership su base nazionale grazie a serietà e affidabilità, e che presenta delle vantaggiose offerte internet per la casa che possono rappresentare una valida soluzione ai problemi prima citati.

Equipaggiamento mountain bike

Gli amanti della mountain bike sanno che non basta comprare una bici per potersi dire pronti per affrontare qualsiasi tipo di sentiero; oltre ad un po’ di pratica e allenamento fisico occorre anche il giusto equipaggiamento che non è fatto solo di abbigliamento mountain bike adatto o specifico, ma anche di diversi accessori, dallo zaino al GPS. Vediamo, dunque, come si compone l’equipaggiamento ideale del mountain biker.

Abbigliamento mountain bike dalla testa ai piedi

L’abbigliamento non è un dettaglio da sottovalutare quando si va in mountain bike, soprattutto se la si adopera proprio per le attività outdoor in montagna o sui sentieri per mountain bikers. Negli anni è stata sviluppata una tenuta specifica per MTB in grado di garantire confort, agilità e sicurezza. L’equipaggiamento per mountain bike deve garantire protezione a quelle parti del corpo più sollecitate durante l’attività fisica in MTB, a cominciare dalla testa e dal casco.

Il casco da biker deve essere leggero ma robusto, solitamente si compone di polistirolo rigido rivestito in plastica. Il casco serve a proteggere non solo dalle cadute, ma anche dai graffi dei rami sporgenti e altri ostacoli che si trovano nei boschi. Stessa funzione protettiva è quella degli occhiali che non sono da sottovalutare proprio perché difendono gli occhi da rami, polvere, fango e da tutto quanto possa irritarli durante l’attività. Sempre per la protezione del corpo e la sicurezza di manovra, bisogna prendere in considerazione i guanti. Lo sforzo richiesto in mountain bike, nonché il sudore, mettono a dura prova le mani sul manubrio che facilmente possono escoriarsi o formare vesciche. Per garantire un’impugnatura salda e un appoggio morbido è bene scegliere dei guanti per bike ben foderati all’interno e con un rivestimento esterno antiscivolo, con grip saldo sulle manopole. » Read more

La disco music

La musica è considerata una parte integrante della vita delle persone e regala sensazioni particolari, che possono andare dalla gioia al dolore e portano quasi all’impersonificazione con una canzone.

Ci sono dei momenti che rimarranno ai posteri per aver cambiato la storia della musica e tra questi c’è sicuramente la nascita della disco music, un genere musicale che ha cambiato il modo di vivere la vita ed ancora oggi i dj Roma suonano questa musica, nata nei club americani negli anni 70.

Storia e sviluppo della disco music

La disco music comincia a svilupparsi negli anni 70 nei club di New York e Los Angeles, grazie soprattutto al dj di New York, David Mancuso, che aprì il primo disco club il The Loft negli febbraio del 1970, dando una fondamentale impronta al movimento della disco music.

All’ inizio la disco music veniva ascoltata nei locali privati, che venivano frequentati soprattutto dalle minoranze come le comunità afro e italo americane latine ed era legata agli ambienti gay, tanto che spesso le serate di disco music erano accompagnate da spettacoli di drag queen. » Read more

Studente di 16 anni vince il Concorso per giovani scienziati

Hai sedici anni e nel tuo piccolo paesino di 738 anime non esiste copertura di banda larga, così inizi a pensare a come puoi realmente risolvere il problema. Sembra incredibile eppure il caso di Valerio Pagliarino, studente in un liceo scientifico di Castel Nuovo Calcea (Asti), è seducente ed estremamente affascinante. Con intraprendenza e sacrificio qualche mese fa il ragazzo ha brevettato un sistema per aumentare la banda larga e portare la connessione aumentata nei piccoli centri, dove ancora non esisteva. Valerio ha messo a punto un sistema riadattando vecchi elettrodomestici e comprando materiali on line ed infine l’ha brevettata. Con questo sistema si riesce a navigare fino a 500 mega al secondo a costi decisamente inferiori rispetto la fibra ottica. Convinto poi dagli insegnanti del Liceo di Nizza Monferrato, il ragazzo presenta l’idea al concorso per giovani scienziati della Commissione Ue con il nome “LaserWan: connessione a banda ultra-larga laser” Come funziona? Il sistema messo a punto non richiede interramento e i ricetrasmettitori si alimentano con i cavi dell’alta tensione (utilizzando i tralicci dell’alta tensione si crea una sorta di fibra ottica virtuale con la tecnologia laser). Paglierino, che frequenta il terzo liceo, è fondamentalmente un autodidatta che ha raccolto informazioni su libri di tecnologia ed ha acquistato pezzi su internet oppure “rubato” da elettrodomestici trovati in casa (vedi un trasformatore dell’aspirapolvere), proprio per questo la sua storia è impregnata di fascino e mistero. » Read more

RAEE e rifiuti ingombranti: come e dove gettarli

Il problema della produzione e relativa gestione e smaltimento dei rifiuti è una piaga che colpisce la penisola italiana, in particolar modo le aree con maggiore presenza di industrie e centri di produzione di vario genere e le città metropolitane con un elevato numero di abitanti. Grazie all’introduzione della raccolta differenziata lo smaltimento dei rifiuti e il loro riutilizzo sta diventando un problema più facilmente gestibile.

La raccolta differenziata si basa sulla differenziazione delle varie tipologie di rifiuti, vale a dire plastica e metallo, vetro, materiale organico come gli scarti alimentari, carta, cartone e cartoncino e infine i materiali non riciclabili.

Questo genere di rifiuti devono essere gettati all’interno degli appositi contenitori che si trovano su strada. Il problema di alcuni cittadini sorge riguardo i rifiuti ingombranti e RAEE, ad esempio elettrodomestici, apparecchi elettronici ecc. ed i rifiuti considerati speciali, che devono essere gettati nelle apposite aree attrezzate dell’Ama.

I centri di raccolta

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